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11

mar
2015

In Senza categoria

La collezione Contini Bonacossi a Firenze

On 11, mar 2015 | | In Senza categoria

cucina crespi

Esiste a Firenze una collezione che, pur portando ancora il nome dei suoi proprietari, appartiene allo Stato italiano e fa parte di uno dei maggiori musei del mondo; ma che, ciò nonostante, pochi conoscono. Si tratta della collezione di dipinti, sculture, arredi e ceramiche Contini Bonacossi, ospitata nell’appartamento degli staffieri presso la Galleria degli Uffizi.

La storia di questa collezione è affascinante perché si intreccia con quella del nostro Paese per un lungo periodo che va dalla Prima Guerra Mondiale fino al 1969, anno in cui lo Stato italiano ne entra finalmente in possesso. Un fascino singolare avvolge la figura dei due collezionisti, fiorentini di adozione, che arrivano a costituire una raccolta da far invidia a molti musei nazionali. Essi allestiscono il loro museo personale nella residenza fiorentina di villa Vittoria (attualmente nota come Palazzo dei Congressi) con l’aiuto di critici e artisti; prima di morire decidono di donare tutta la loro collezione allo Stato. Quello che effettivamente poi viene ereditato non corrisponde a tutta la loro raccolta; purtroppo mancano alcuni pezzi di valore che, a causa di scelte ancora discusse, prendono altre vie.

Lasciamo, però, da parte il rammarico per quello che manca, per gustarci invece quello che bello c’è; e c’è davvero molto. Fra i centoquaranta pezzi databili tra la seconda metà del ‘200 e il ‘700 mi sento di menzionare gli splendidi stemmi in terracotta invetriata con emblemi  di Piero de’ Medici e quello con l’arme dei Pazzi, la Madonna della neve del Sassetta con la sua predella di grande verve narrativa, la Madonna dei Pazzi di Andrea del Castagno (affresco staccato dalla villa di Trebbio), il Ritratto di giovane di Giovanni Boltraffio, il Ritratto di Ghiseppo Da Porto e Leonida di Paolo Veronese, La cucina di uno dei miei pittori preferiti Giuseppe Maria Crespi e senz’altro il San Lorenzo marmoreo di Gian Lorenzo Bernini e l’Acquaiolo di Velaszquez.

Questa raccolta può a buon diritto rientrare in un percorso dedicato ai grandi collezionisti fiorentini

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