ImageImageImageImageImage

© sito realizzato con amore e dedizione grazie ad un fantastico CMS: WordPress :)maximdesign

Scroll to Top

To Top

Visite guidate a Firenze

12

gen
2019

In Visite guidate a Firenze

2019: l’anno di Leonardo da Vinci. Visite a Firenze

On 12, gen 2019 | | In Visite guidate a Firenze

leonardo

Chi è appassionato di arte sa bene quanto sia importante conoscere l’humus che ha nutrito il genio degli artisti, poiché, se è vero che la loro vena creativa è innata e non dipende da fattori esterni, l’ambiente sociale, culturale e politico, in cui essi sono cresciuti e si sono formati, ha di norma un grande peso sullo sviluppo successivo della loro arte.

Il caso di Leonardo da Vinci, artista internazionale che viaggia da Firenze a Milano, a Venezia, a Roma, a Mantova, in Romagna per concludere la sua vita in Francia, è forse uno dei più emblematici. Per questo motivo, in occasione del quinto centenario della sua morte (avvenuta ad Amboise il 2 maggio 2519), vi propongo di seguire le tappe della sua formazione nella mia terra, che fu anche, e soprattutto, la sua.

Il programma che ho pensato a questo proposito inizia il 13 gennaio e termina il 24 marzo:  due mesi interi dedicati alla formazione di Leonardo? Sì, e forse non sono neppure sufficienti: se decidete di seguirmi, capirete perché.

Il 13 gennaio visiteremo la Galleria degli Uffizi, dove sono conservati l’Annunciazione e l’Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci e il Battesimo di Cristo, iniziato dal Verrocchio e terminato dal suo talentuoso allievo, e, all’interno del museo, la mostra temporanea dedicata al Codice Leicester. Quest’ultimo è un codice compilato da Leonardo tra il 1503 e il 1506 a Firenze, dedicato ai suoi studi sull’acqua e appartenente oggi a Bill Gates.

Il 19 gennaio ci dedicheremo alla sua infanzia trascorsa fra le dolci colline di Vinci e alla sua passione per la tecnologia: questo sarà possibile al Museo leonardiano di Vinci, che comprende le due sedi museali e la casa natale.

Il 26 gennaio ci dedicheremo al complesso artistico in cui nacque il Rinascimento, il duomo di Firenze, i cui tesori più antichi si trovano strepitosamente accolti nel museo dell’opera di Santa Maria del Fiore. Proprio in questo luogo, circondato dalle opere di Donatello, di Luca della Robbia, di Arnolfo di Cambio, Leonardo farà un incontro che cambierà la sua vita: sotto l’accorta guida del Verrocchio, suo maestro, entrerà in contatto con lo spirito del padre del Rinascimento, Filippo Brunelleschi, le cui macchine impressioneranno il giovane Leonardo, giunto adolescente in città.

Il 2 febbraio sarà la volta della basilica fiorentina di Santa Croce: costruita e decorata dai grandi dell’arte gotica (Arnolfo di Cambio, Cimabue e Giotto, solo per citare i più noti), ospita il più antico cenacolo della storia dell’arte che sarà un sicuro riferimento per il nostro Leonardo a Milano, quando dipingerà il cenacolo di Santa Maria delle Grazie. Per completare la spiegazione sul cenacolo visiteremo, il 10 febbraio,  quello di Sant’Apollonia, dipinto da Andrea del Castagno: non sappiamo se Leonardo abbia avuto modo di osservare il dipinto (si tratta di un affresco che allora si trovava in un monastero di clausura) oppure se abbia potuto solo vedere i disegni preparatori, ma di sicuro l’impronta del Castagno ha lasciato tracce indelebili su Leonardo. Nello stesso giorno faremo tappa anche alla basilica di San Lorenzo, la chiesa brunelleschiana dove il Verrocchio realizzò opere per i Medici, sicuramente sotto lo sguardo ammirato e incuriosito di Leonardo che, di lì a poco, proprio da Lorenzo de’ Medici verrà investito dell’importante compito di rappresentare Firenze presso la corte sforzesca a Milano.

Il 17 febbraio completeremo la panoramica sui cenacoli fiorentini con quello dipinto da Domenico Ghirlandaio nel refettorio del convento di San Marco: l’opera non ha certo potuto influenzare Leonardo da Vinci, che, nel 1486, era già a Milano da qualche tempo; tuttavia essa ci offre uno spunto per riflettere sulla diversità degli esiti a cui giungono due artisti, entrambi tanto dotati, che crescono nella stessa città, che affrontano lo stesso tema, che lavorano per committenti appartenenti alla stessa famiglia religiosa. In quest’occasione non potremo certo ignorare la collezione delle opere di Beato Angelico: quindi ci consentiremo una breve divagazione storica nella prima metà del XV secolo.

Il 24 febbraio saliremo al Monte alle Croci, dove si trova la suggestiva basilica di San Miniato al Monte, il cui presbiterio rialzato fu fonte di ispirazione per Leonardo che lo inserì come quinta architettonica in una delle sue più celebri opere. Dal sagrato ammireremo Firenze e anche il Monte Ceceri, da dove Zoroastro da Peretola volle lanciarsi per provare la macchina volante progettata dal suo maestro.

L’incontro successivo, in programma il 2 marzo, si concentrerà sul santuario della SS. Annunziata e avrà un duplice obiettivo: da un lato visiteremo il luogo dove Leonardo dipinse il cartone della Sant’Anna e la Vergine (noto come cartone Burlington e conservato alla National Gallery di Londra) e dove, come riporta Vasari, per due giorni di seguito una folla di persone fece la coda per ammirare questo disegno; dall’altro, nel chiostro dei voti, vedremo i frutti dell’arte di Leonardo che, proprio negli anni in cui egli si spegneva in Francia, i giovanissimi e coraggiosissimi Andrea del Sarto, Rosso Fiorentino, Franciabigio e Pontormo rendevano omaggio alla sua sensibilità poetica oltreché pittorica.

Il 9 marzo visiteremo la mostra, fresca di inaugurazione, che il Museo del Bargello dedica ad Andrea del Verrocchio, noto al mondo come il maestro di Leonardo da Vinci, ma poco indagato per la sua attività autonoma che fu, invece, di qualità altissima.

Approfondiremo ancora la conoscenza del Verrocchio il 16 marzo a Palazzo Strozzi, dove gli è dedicata una mostra monografica.

Ultimo appuntamento sarà il 24 marzo e coinciderà con l’inizio della primavera che “celebreremo” con un’uscita fuori porta: andremo, infatti, alla villa medicea di Poggio a Caiano, costruita per volere di Lorenzo il Magnifico da Giuliano da Sangallo, che, forse, mostrò il suo progetto al giovane Leonardo da Vinci, il quale lo inserisce all’interno di uno dei suoi dipinti. Anche qui, e non casualmente, ritroveremo Andrea del Sarto, Franciabigio e Pontormo.

Submit a Comment