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Iniziative

Natale d’arte a Firenze: le mostre

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Chi sta pianificando di trascorrere qualche giorno a Firenze durante le prossime vacanze natalizie troverà un’offerta davvero ricca. Accanto, o anche all’interno, dei più famosi musei e monumenti cittadini sono ospitate alcune mostre temporanee suggestive per i palatini fini, all’interno delle quali si potrà cogliere l’arte fuori dagli schemi e dai percorsi più battuti.

Senz’altro molto noto è il complesso di Palazzo Pitti, con le sue ricchissime raccolte di dipinti dal ‘400 fino agli anni ’50 del ‘900, nel cui museo dedicato al tesoro dei granduchi è ospitata una esposizione dedicata ad uno dei maggiori collezionisti di casa Medici: il cardinale Leopoldo. Nato il 6 novembre 1617, figlio di Cosimo II e Maria Maddalena d’Austria, fratello del granduca Ferdinando II, Leopoldo è l’iniziatore della raccolta degli autoritratti e dei disegni che costituiscono due fra i maggiori nuclei artistici della Galleria degli Uffizi. Fra i suoi interessi l’archeologia che lo portò a collezionare opere di pregio e anche molto curiose, la scienza (fu allievo di Galileo Galilei e cofondatore dell’Accademia del Cimento), la letteratura e la lingua (fu accademico della Crusca con il nome di Candido), gli oggetti esotici provenienti dal Nuovo Mondo e ovviamente la pittura, il disegno, l’avorio e le pietre dure. Questa personalità complessa e poliedrica è abilmente e efficacemente tratteggiata nella mostra che si tiene nel suggestivo appartamento d’estate, le cui sale vennero affrescate da Giovanni da San Giovanni, Cecco Bravo, Francesco Furini, Ottavio Vannini, Agostino Mitelli e Angelo Michele Colonna.

La Galleria degli Uffizi dedica invece una mostra ad un evento che sconvolse l’Europa del XVI secolo, ovvero la Riforma protestante ufficialmente avviata da Martin Lutero nel 1517. Se i Medici si schierarono da subito e senza nessun tentennamento a fianco della Chiesa di Roma, tuttavia la loro curiosità li spinse ad acquistare opere di pittori vicini all’ambiante luterano e particolarmente i ritratti dello stesso Lutero. È questa l’occasione per soffermarsi su un nucleo di dipinti, quelli dei maestri tedeschi, che normalmente viene sacrificato durante una generica visita al museo, nella quale si privilegiano normalmente i dipinti dei grandi maestri fiorentini.

Se gli Uffizi si interrogano a proposito degli effetti che la riforma ebbe sulla pittura, a Palazzo Strozzi continua la fortunatissima esposizione dedicata alla controriforma: la famiglia medicea, nella figura dei duchi Cosimo e Francesco, si impegnò, subito all’indomani della chiusura del Concilio di Trento, ad applicare i nuovi dettami proposti dalla chiesa cattolica per contrastare l’avanzata del protestantesimo. Tra queste linee guida molte riguardavano l’allestimento delle chiese e gli artisti fiorentini furono coinvolti in questo grande cantiere cittadino. Tuttavia gli stessi artisti, impiegati a dare un tono sempre più pio decoroso e ortodosso alle basiliche, rispondevano con le stesse abilità alle richieste più lascive e profane dei committenti privati e della stessa casa regnate.

Non distante da Palazzo Strozzi, nel mediceo quartiere di San Lorenzo, tra le mura della michelangiolesca Biblioteca Laurenziana, si torna indietro nel tempo, quando ancora Firenze era un repubblica, la cui vita politica era dominata sì dai mercanti e dai banchieri, ma sotto la direzione illuminata di cancellieri eruditi come Leonardo Bruni. Proprio le sue opere letterarie (fu grecista e letterato) sono esposte al pubblico che avrà modo di ammirare l’eleganza e la ricercatezza dei manoscritti miniati e di comprendere perché anche a lui si deve l’inizio del Rinascimento fiorentino.

Proseguendo lungo un ideale itinerario fiorentino, si giunge fino all’Accademia dove folle di turisti si affollano, giustamente, per ammirare il David di Michelangelo che, tuttavia, non costituisce l’unico interesse di questa straordinaria collezione. Se è vero che la visita già normalmente comprende altre sei opere di Michelangelo e dipinti  e sculture che vanno dal ‘200 all’800, a partire dal 5 dicembre il percorso si arricchisce della mostra “Tessuto e ricchezza a Firenze nel Trecento”, il cui scopo principale è di mostrare quanto l’economia e l’arte siano legate: non solo i fiorentini, arricchitisi grazie ai commerci della lana e della seta, avevano sempre più denaro da spendere in opere d’arte che rappresentavano uno status simbol; ma anche le trame pensate dai tessitori per i loro broccati e damaschi affascinarono talmente i committenti e i pittori che essi vollero imitare la ricchezza e gli splendori nelle pale d’altare che commissionavano e che dipingevano.

Un Natale ricco di arte, dunque, nella vostra città che sempre più chiede ai suoi visitatori di non trattarla alla stregua dei feticci, ma di entrare nelle pieghe della sua storia che essa ancora custodisce gelosamente

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