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Recensioni

Il nuovo Museo dell’Opera del Duomo di Firenze

Museo del Duomo di Firenze

Dopo circa di due anni di chiusura per restauro, è stato finalmente riaperto il Museo dell’Opera del Duomo di Firenze, esempio unico di collezione di opere d’arte dal Medioevo all’Ottocento che documenta, conserva e mostra l’attività frenetica che per secoli ha coinvolto molti artisti a lavorare agli edifici religiosi principali di Firenze, ovvero il duomo di Santa Maria del Fiore, il Battistero di San Giovanni e il campanile di Giotto.

Durante la mia prima visita ho trovato straordinario lo sforzo di ricostruire in scala 1:1 l’aspetto di piazza duomo (cioè lo spazio che si trova tra la facciata del duomo e il battistero) come era prima del 1587, anno in cui fu demolita la facciata trecentesca della cattedrale, poiché ritenuta ormai sorpassata. I decori dell’antica facciata, opere in marmo di Arnolfo di Cambio, Donatello, Nanni di Banco e altri, furono in gran parte preservati e immagazzinati nei depositi del duomo.
Il nuovo museo dedica a questa facciata una sala immensa: sul lato sinistro si staglia la ricostruzione dell’antica facciata con l’esposizione delle opere originali e sul lato destro si mostrano le porte del Battistero, particolarmente quelle eccezionali di Lorenzo Ghiberti, la Porta Nord e quella del Paradiso, superbamente restaurate.

Questa sala dà un’idea della unicità di Firenze fino alla fine del ’500, quando chiunque vivesse o giungesse in città poteva vedere in una sola piazza opere di epoca classica (vi si trovavano infatti, e si ritrovano anche nella sala del museo, antichi sarcofagi romani), di fronte a architetture e sculture dei maggiori artisti del Medioevo e del Rinascimento. E mi trovo a fantasticare sull’esperienza vissuta da chi, camminando attraverso le anguste viuzze del centro, si trovava all’imporvviso di fronte a tale ricchezza

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