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Recensioni

Visite guidate a Firenze: gennaio, febbraio e marzo 2018

On 02, gen 2018 | | In Recensioni, Visite guidate a Firenze

brancacci

E’ finalmente pronto il programma delle nuove visite guidate a Firenze: dai grandi musei conosciuti nel mondo, come la Galleria dell’Accademia, ai palazzi rinascimentali con lo scopo di nutrirci di bellezza. 

Inizieremo la nostra stagione invernale con una coda delle mostre autunnali: il 14 gennaio approfitteremo del biglietto unico per visitare il Museo dell’Opera del duomo e la mostra di Palazzo Strozzi “Il Cinquecento a Firenze” che si concluderà il fine settimana successivo.

Le nostre visite proseguiranno il 20 gennaio con un grande classico, la Galleria dell’Accademia, dove andremo in periodo di bassa stagione per avere il tempo e il modo di godere della vista dei marmi michelangioleschi: i Prigioni, il San Matteo, il David e la controversa a Pietà di Palestrina. Non ci limiteremo certo solo a questo: i dipinti del Botticelli e del Ghirlandaio, del Perugino e di Filippino Lippi, il Ratto delle Sabine del Giambologna e le tavole dorate di Lorenzo Monaco. A tutto questo farà da corollario la mostra “Tessuto e ricchezza” che propone un inedito paragone tra pittura e arte tessile.

Il 27 gennaio ci immergeremo nella Firenze rinascimentale visitando il Museo Horne, allestito nel quattrocentesco palazzo Alberti Corsi di via de’ Bardi, appartenuto all’inglese Horne che cercò di rievocare con gli arredi e le suppellettili un’antica dimora fiorentina. Nello stesso appuntamento, e spostandoci solo di qualche metro, visiteremo la casa fiorentina che il duca Cosimo I donò a Giorgio Vasari, il quale vi abitò fino alla fine dei suoi giorni dedicandosi anche alla realizzazione del suo decoro.

Il 3 febbraio sarà la volta di un brano imperdibile della pittura rinascimentale, la Cappella Brancacci nella chiesa di Santa Maria del Carmine, i cui affreschi dipinti da Masolino e Masaccio costituiscono una pietra miliare della storia dell’arte. La visita continuerà nella basilica di Santo Spirito, nata dal progetto di Filippo Brunelleschi, amico di Masaccio, e arricchitasi di tesori, tra i quali il famoso Crocifisso ligneo scolpito da un diciottenne Michelangelo. Entreremo anche nell’ex refettorio di Santo Spirito per visitare la collezione dell’antiquario Salvatore Romano.

Domenica 11 febbraio visiteremo invece un altro convento, questa volta domenicano, quello di San Marco con la sua collezione di opere pittoriche firmate da Beato Angelico: le tavole dell’ospizio e gli affreschi delle celle faranno da cornice ad una visita che coinvolge i sensi e lo spirito.

Di tutt’altro stampo è la visita di sabato 17 febbraio, sebbene sia collegata da un fil rouge al convento di San Marco: sì, perché è proprio in questo luogo dello spirito che è cresciuto Franco Zeffirelli, fiorentino illustre, conosciuto e apprezzato nel mondo per le sue scenografie e regie teatrali, liriche e cinematografiche. La fondazione Zeffirelli, ospitata nei locali monumentali del complesso di San Firenze, ci restituisce l’atmosfera unica che Zeffirelli ha conosciuto e contribuito a creare, le sue frequentazioni (Luchino Visconti, Maria Callas, Richard Burton, Liz Taylor, Laurence Olivier, Luciano Pavarotti , Eduardo De Filippo e molti altri), la sua arte altissima.

Il 25 febbraio torneremo a parlare di Medioevo e Rinascimento, attraversando le sale del Museo Bardini: e accanto all’apprezzamento delle opere di grandi artisti cercheremo di ricostruire la personalità di questo artista, restauratore, collezionista e antiquario che alla sua morte donò questa straordinaria raccolta alla città di Firenze.

Il 4 marzo continueremo nella nostro tentativo di dare un volto a quegli appassionati che molto fecero per diffondere la fama di Firenze nel mondo: il medievale Palazzo Davanzati venne infatti acquistato nel XX secolo dall’allievo prediletto di Bardini, Elia Volpi, che recuperò gli affreschi trecenteschi e arredò il palazzo con mobili antichi, gli stessi che poi vendette in due fortunate aste newyorkesi.

Ultimo appuntamento di questa lunga programmazione è la casa dello 007 dell’arte, Rodolfo Siviero, pisano di nascita e fiorentino di adozione che, subito dopo la guerra, si adoperò per recuperare le opere d’arte che le truppe naziste avevano “deportato” durante il conflitto mondiale

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