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visto per voi

19

gen
2015

In visto per voi

Visto per voi: Modigliani et ses amis

On 19, gen 2015 | | In visto per voi

modigliani

Modigliani et ses amis, Parigi 1906-1920, Fondazione Palazzo Blu, Pisa

 

La mostra dedicata a Modigliani a Pisa si è rivelata inaspettatamente piacevole, anche se già  il nome dei partners scientifici (Centre Pompidou e Musée de l’Orangérie) mi aveva fatto ben sperare.

L’esposizione è ospitata presso la Fondazione Palazzo Blu di Pisa, proprio sul lungarno, di fianco al Ponte di Mezzo; è facile da raggiungere sia dalla stazione centrale che in auto; ha un orario di apertura piuttosto lungo rimanendo accessibile fino alle 19 durante la settimana e alle 20 durante il weekend.

Ho deciso di visitare la mostra senza prenotare il biglietto, confidando nel fatto che i giorni subito successivi alle festività i musei e i monumenti sono di solito poco gremiti; invece al mio arrivo al Palazzo verso le 17,30 ho trovato coda all’esterno. Piuttosto che attendere pazientemente, considerato anche che ero accompagnata dalle mie figlie, ho deciso di concedermi una breve camminata fino a Piazza dei Miracoli, dove, complice la luce vespertina e la calma, ho potuto godere di una sempre piacevole vista della cattedrale, del battistero e della torre pendente. Tornata dopo mezzora ho trovato l’ingresso libero. Con l’acquisto dei biglietti ci hanno dotati anche di audioguida, strumento che io personalmente non amo, ma che, al contrario, le mie figlie hanno apprezzato: tra l’altro l’audioguida era programmabile per adulti o per bambini, proponendo una selezione di opere commentate in base al fruitore.

La prima sezione, introdotta da un ritratto a matita di Modigliani fatto da André Derain,  è dedicata alla formazione artistica del giovane Modigliani a Livorno nello studio di Gugliemo Micheli, allievo del fondatore del movimento macchiaiolo Giovanni Fattori, a Firenze alla Scuola Libera di nudo e a Venezia. Mi hanno colpito particolarmente due ritratti: quello, a matita su un foglietto di carta ingiallita a quadretti, di Aristide Sommati e quello più grande di Donna che partecipa ad una seduta spiritica. La datazione di quest’ultimo crea qualche perplessità e gli storici sono ancora indecisi se collocarlo negli ultimi anni italiani o nel primo anno a Parigi.

E l’arrivo a Parigi è proprio l’argomento della successiva sezione che ospita le opere di alcuni artisti incontrati e frequentati da Modigliani: i fauves, Dérain e Dufy, Utrillo. L’opera più significativa fra quelle di Modigliani esposte in questa sezione è il ritratto di Jean Alexandre, giovane mecenate che con il fratello fonda la Comune di Rue du Delta, dove gli artisti possono affittare alloggi a buon mercato e lavorare l’uno a fianco dell’altro. Il ritratto mostra l’interesse suscitato in Modigiani dalla retrospettiva dedicata a Cézanne nel 1907. Sul retro del dipinto si trova un nudo di bambina, dal tratto e dai colori ancora una volta molto cézanniani.

Una sala è dedicata al rapporto di amicizia e di arte tra Modigliani e Costantin Brancusi che corrisponde al periodo in cui il pittore livornese si avvicina alla scultura: al di là delle sculture di Brancusi, mi sono parse degne di nota la serie delle Cariatidi, in cui Modigliani mostra il suo interesse per l’arte primitiva e orientale. Alla fine di questo periodo, necessariamente interrotto da Modigliani per l’impossibilità di vendere le sculture, il suo stile si fa più sintetico, anche perché a Parigi Picasso e Braque avevano dato avvio al cubismo. Di Picasso è in mostra I pani, una natura morta dai toni e dalle forme tipiche del suo primo periodo cubista; gli sono stati affiancate le opere di altri artisti che hanno aderito al cubismo come ad esempio Gino Severini, Juan Gris, Férnand   Léger, Ossip Zadkine. Si espone in questa sala il ritratto di Paul Guillame dipinto da Modigliani nel 1915: il giovane collezionisita di arte africana, elegantemente  vestito e con atteggiamento da dandy,viene indicato dal pittore quale guida per i creativi contemporanei per mezzo delle iscrizioni (Stella maris e Novo Pilota).

Dopo un’altra carrellata di “amici”, artisti che condividono la vita e l’arte a Parigi con Modigliani, si entra nella sala dedicata ai ritratti tra i quali spiccano a mio avviso quello dell’attore Gaston Modot e quello di Dédie, entrambi caratterizzati da una delle cifre stilistiche di Modigliani: il famoso collo lungo che ritroveremo nei ritratti della moglie Jeanne Hébuterne, di cui è in mostra un esemplare.  In esso la giovane artista e compagna ha un bell’ovale incorniciato dal suo maglione giallo e da un cappello ben calzato sulla fronte; i suoi occhi sono privi di pupille. Tra i ritratti va ricordato quello del mercante d’arte Chéron, nel quale Modigliani fa emergere la grettezza di questo sfruttatore che obbligava il pittore a sedute di lavoro lunghissime in uno scantinato, assicurandogli quotidianamente la presenza di una modella e una razione di liquore.

Un tema costante in tutta la produzione di Modigliani è il nudo che ritroviamo a partire dalla sua formazione accademica fino alla sua morte. In mostra è esposto il Nudo sdraito con mani giunte della Pinacoteca Agnelli di Torino, in cui la modella campeggia con tutta la sua sensualità su uno sfondo dalle varie sfumature di rosso, nero e grigio, le cui campiture geometriche annullano l’effetto di divano su cui è distesa la modella.

A mio avviso vale la pena visitare questa mostra: alla fine del percorso ho avuto la sensazione di trovarmi di fronte ad un artista funambolo che, pur respirando l’aria delle grandi avanguardie nel primo Novencento e rimanendone impressionato, ha mantenuto uno stile personale, impossibile da incasellare sotto qualsiasi etichetta.

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