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	<title> &#124; Guida turistica a Firenze &#187; Recensioni</title>
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		<title>Leonardo da Vinci: il codice Leicester alla Galleria degli Uffizi</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Dec 2018 09:08:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
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<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p>Tra poco meno di un mese inizia il 2019 che, per gli appassionati di arte, ...</p></p><p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/leonardo-da-vinci-il-codice-leicester-alla-galleria-degli-uffizi/">Leonardo da Vinci: il codice Leicester alla Galleria degli Uffizi</a>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/leonardo-da-vinci-il-codice-leicester-alla-galleria-degli-uffizi/">Leonardo da Vinci: il codice Leicester alla Galleria degli Uffizi</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p>Tra poco meno di un mese inizia il 2019 che, per gli appassionati di arte, significa anche la celebrazione del quinto centenario della morte di <strong>Leonardo da Vinci</strong>, avvenuta a Amboise, in Francia, il 2 maggio 2019.</p>
<p>Come è facile intuire, sia la Francia, sua patria negli ultimi tre anni di vita, che l’Italia hanno molto lavorato e investito per rendere il giusto omaggio a questo genio, divenuto oggi un’icona così sfruttata dal marketing da essere quasi ridotta ad un’etichetta.</p>
<p>A <strong>Firenze</strong> da poco tempo, e per poco tempo ancora, è approdato l’unico codice leonardiano in mani private, il <strong>Codice Leicester o Hammer, oggi di proprietà di Bill Gates</strong>. Si trova temporaneamente (fino al 20 gennaio) nella<strong> Galleria degli Uffizi;</strong> è stato restaurato ed è esposto in maniera scientifica e accattivante grazie alla sapienza del curatore della mostra, Paolo Galluzzi, direttore del Museo Galileo di Firenze.</p>
<p><span id="more-1010"></span></p>
<p>Vale la pena investire del tempo nella visita della Galleria, cercando, se possibile, di “dimenticare” il percorso tradizionale, per seguire le orme di Leonardo. Il percorso che vi propongo è parte di un itinerario più vasto dedicato a Leonardo da Vinci grazie al quale si riesce ad avere una conoscenza approfondita del periodo storico nel quale è vissuto, del contesto culturale che lo ha visto esordire, della realtà artistica che lo ha aiutato a raggiungere le vette del suo operare. La consapevolezza di tutto questo aiuta a comprendere più a fondo Leonardo da Vinci e, se possibile, a renderlo più umano e meno iconico, restituendocelo nella sua grandezza.</p>
<p>Quando Leonardo da Vinci, ancora adolescente, arriva a Firenze, la città è al culmine del suo prestigio: sta iniziando l’età di <strong>Lorenzo Il Magnifico</strong>. Il giovane Leonardo proviene dalla campagna e in città trova una realtà vivace: sono state da poco inaugurate le grandi basiliche, le botteghe artistiche sono attive, gli intellettuali hanno un grande seguito. C’è da star sicuri che Leonardo abbia visitato <strong>Santa Maria Novella</strong> e <strong>Santa Croce</strong>, che abbia studiato le novità “latine” di <strong>Giotto</strong> e <strong>Arnolfo di Cambio</strong> e lo sviluppo che ne hanno dato <strong>Masaccio</strong> e <strong>Donatello</strong>. D’altronde suo padre lo avvia all’arte, proponendolo come discepolo al <strong>Verrocchio</strong> che proprio in quegli anni si stava occupando di terminare la <strong>cupola di Brunelleschi</strong>, coronando la lanterna con la palla in rame dorato, di cui è visibile oggi la copia. Nella bottega Leonardo assorbe come una spugna le molteplici abilità e competenze del suo maestro: architettura, pittura, scultura, oreficeria, fusione dei metalli, ingegneria; ogni cosa è interessante per la sua fame di conoscenza. Comincia a fare incontri interessanti a Firenze durante il suo soggiorno durato quindici anni e incrocerà <strong>Botticelli, Domenico Ghirlandaio, Piero della Francesca</strong>. Proprio quest’ultimo è una chiave per comprendere Leonardo: la prospettiva, la matematica, la pittura fiamminga saranno punti fermi in tutto il suo percorso, come vediamo nella nuova stanza degli Uffizi che raccoglie, quasi fosse un sacrario, le tre tavole da lui dipinte nel primo periodo fiorentino: <strong>L’Annunciazione, il Battesimo di Cristo e l’Adorazione dei Magi</strong>. Dopo aver raggiunto tali vette, il trentenne artista parte alla volta di <strong>Milano</strong>, dove raggiungerà la sua maturità, e parte da vincitore, scelto dallo stesso Magnifico per rappresentare Firenze nella città per poi tornare venti anni più tardi. Il suo ritorno non è stato facile: nonostante la grandezza delle sue opere milanesi (la<em><strong> Vergine delle rocce, il cenacolo di Santa Maria delle Grazie</strong></em>), la sua fama di artista troppo lento, meticoloso e evanescente lo precede. Giunto in città, oltre alla sua fama, lo attendono giovani artisti dal talento non inferiore al suo,<strong> Michelangelo e Raffaello</strong>. Sono anni difficili quelli del secondo periodo fiorentino, da molti punti di vista, ma Leonardo è pur sempre l’artista, il cui <em><strong>cartone per Sant’Anna e la Vergine</strong></em> merita due giorni di coda in piazza Santissima Annunziata, dove risiede. Sono gli anni della <em><strong>Gioconda</strong></em> e degli appunti dedicati agli studi sull’acqua, vergati con magnifica grafia e illustrati da poetici disegni che oggi compongono il <strong>Codice Leicester</strong>. A prima vista questi fogli sembrano solo studi di scienza e ingegneria, ma basta soffermarsi un po’ per comprendere che c’è molto di più. Analizzando la sua scrittura, si comprende la sua storia umana, mentre le sue osservazioni mostrano la sua innata curiosità e la sua insoddisfazione. I disegni poi ci mostrano il suo senso della scienza e della poesia che mai in lui si scindono, come anche l’irrequietezza di un uomo che cerca un senso nell’Universo. IL codice, lungi dall’essere un semplice insieme di studi, racchiude la complessità umana e intellettuale di Leonardo e ci permette di entrare in intimità con lui</p>
<p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/leonardo-da-vinci-il-codice-leicester-alla-galleria-degli-uffizi/">Leonardo da Vinci: il codice Leicester alla Galleria degli Uffizi</a>
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		<title>Herbert Percy Horne e il suo museo a Firenze</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jan 2018 09:39:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/herbert-percy-horne-e-il-suo-museo-a-firenze/">Herbert Percy Horne e il suo museo a Firenze</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p>Talora la visita di un museo offre qualcosa in più che non la “sola” possibilità ...</p></p><p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/herbert-percy-horne-e-il-suo-museo-a-firenze/">Herbert Percy Horne e il suo museo a Firenze</a>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/herbert-percy-horne-e-il-suo-museo-a-firenze/">Herbert Percy Horne e il suo museo a Firenze</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p>Talora la visita di un museo offre qualcosa in più che non la “sola” possibilità di vedere begli oggetti, esposti l’uno di fianco all’altro, quasi orfani del luogo e delle persone per cui sono stati creati; talora si riesce a tratteggiare, man mano che la visita si svolge, il ritratto di chi questi manufatti ha raccolto con passione, cercando magari di recuperarne e assaporarne lo spirito originale. È questo ciò che provo ogni volta che visito il <strong>Museo Horne a Firenze</strong>; ed è questo ciò che spero di riuscire a trasferire a coloro che mi seguono in questa scoperta.</p>
<p><span id="more-990"></span><br />
Si può descrivere il museo Horne come il contenitore, certo elegante, di opere di<strong> Giotto, Masaccio, Bernardo Daddi, Giambologna, Beccafumi, Simone Martini, Filippo e Filippino Lippi</strong> e tanti altri; oppure lo si può raccontare come la creatura di un visionario che, mettendosi sulle tracce di un passato idealizzato, ha tentato di ricostruire filologicamente lo spirito di un’epoca a cui una intera generazione di appassionati guardava con nostalgia.<br />
Horne nasce a Londra nel 1864, nella patria e nel tempo della seconda rivoluzione industriale, quando le industrie vedono l’arrivo di macchinari che parcellizzano e spersonalizzano il lavoro. Seguendo il movimento Arts and Crafts, sogna di tornare ad un tempo in cui la realizzazione di oggetti era affidata ad artisti-artigiani che la curavano dalla ideazione alla consegna; e lui stesso si mette in gioco: architetto, progetta edifici ma disegna anche le carte da parati per questi edifici; pittore, dipinge acquerelli ma anche ex-libris; collezionista, raccoglie dipinti e sculture dei grandi ma anche i cassoni nuziali, gli stipi e gli oggetti d’uso del passato. Così, entrando nelle viscere del passato, diventa storico, critico e mercante d’arte.<br />
La sua collezione, lasciata allo Stato Italiano e divenuta museo nel 1921 dopo la prematura morte avvenuta nel 1917, ha la capacità di mettere in “corrispondenza d’amorosi sensi” e, non lontana dalle “urne de’forti” ospitate in Santa Croce, rende eterno questo amore che Horne provò per Firenze e la sua età dell’oro</p>
<p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/herbert-percy-horne-e-il-suo-museo-a-firenze/">Herbert Percy Horne e il suo museo a Firenze</a>
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		<title>Visite guidate a Firenze: gennaio, febbraio e marzo 2018</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jan 2018 20:19:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/visite-guidate-a-firenze-gennaio-febbraio-e-marzo-2018/">Visite guidate a Firenze: gennaio, febbraio e marzo 2018</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p>E&#8217; finalmente pronto il programma delle nuove visite guidate a Firenze: dai grandi musei conosciuti ...</p></p><p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/visite-guidate-a-firenze-gennaio-febbraio-e-marzo-2018/">Visite guidate a Firenze: gennaio, febbraio e marzo 2018</a>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/visite-guidate-a-firenze-gennaio-febbraio-e-marzo-2018/">Visite guidate a Firenze: gennaio, febbraio e marzo 2018</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p>E&#8217; finalmente pronto il programma delle nuove <strong>visite guidate a Firenze</strong>: dai grandi musei conosciuti nel mondo, come la Galleria dell&#8217;Accademia, ai palazzi rinascimentali con lo scopo di nutrirci di bellezza. <span id="more-986"></span></p>
<p>Inizieremo la nostra stagione invernale con una coda delle mostre autunnali: il<strong> 14 gennaio</strong> approfitteremo del biglietto unico per visitare il <strong>Museo dell&#8217;Opera del duomo</strong> e la<strong> mostra di Palazzo Strozzi “Il Cinquecento a Firenze”</strong> che si concluderà il fine settimana successivo.</p>
<p>Le nostre visite proseguiranno il <strong>20 gennaio</strong> con un grande classico, la<strong> Galleria dell’Accademia</strong>, dove andremo in periodo di bassa stagione per avere il tempo e il modo di godere della vista dei marmi michelangioleschi: i <strong>Prigioni, il San Matteo, il David e la controversa a Pietà di Palestrina</strong>. Non ci limiteremo certo solo a questo:<strong> i dipinti del Botticelli e del Ghirlandaio, del Perugino e di Filippino Lippi, il Ratto delle Sabine del Giambologna e le tavole dorate di Lorenzo Monaco</strong>. A tutto questo farà da corollario la mostra &#8220;<strong>Tessuto e ricchezza&#8221;</strong> che propone un inedito paragone tra pittura e arte tessile.</p>
<p>Il<strong> 27 gennaio</strong> ci immergeremo nella Firenze rinascimentale visitando il<strong> Museo Horne</strong>, allestito nel quattrocentesco palazzo Alberti Corsi di via de’ Bardi, appartenuto all’inglese Horne che cercò di rievocare con gli arredi e le suppellettili un’antica dimora fiorentina. Nello stesso appuntamento, e spostandoci solo di qualche metro, visiteremo la <strong>casa fiorentina che il duca Cosimo I donò a Giorgio Vasari</strong>, il quale vi abitò fino alla fine dei suoi giorni dedicandosi anche alla realizzazione del suo decoro.</p>
<p>Il <strong>3 febbraio</strong> sarà la volta di un brano imperdibile della pittura rinascimentale, la <strong>Cappella Brancacci nella chiesa di Santa Maria del Carmine</strong>, i cui affreschi dipinti da <strong>Masolino e Masaccio</strong> costituiscono una pietra miliare della storia dell’arte. La visita continuerà nella <strong>basilica di Santo Spirito</strong>, nata dal progetto di <strong>Filippo Brunelleschi</strong>, amico di Masaccio, e arricchitasi di tesori, tra i quali il famoso <strong>Crocifisso ligneo scolpito da un diciottenne Michelangelo</strong>. Entreremo anche nell’ex refettorio di Santo Spirito per visitare la collezione dell’antiquario Salvatore Romano.</p>
<p>Domenica <strong>11 febbraio</strong> visiteremo invece un altro convento, questa volta domenicano, quello di <strong>San Marco</strong> con la sua collezione di opere pittoriche firmate da <strong>Beato Angelico</strong>: le tavole dell’ospizio e gli affreschi delle celle faranno da cornice ad una visita che coinvolge i sensi e lo spirito.</p>
<p>Di tutt’altro stampo è la visita di<strong> sabato 17 febbraio</strong>, sebbene sia collegata da un fil rouge al convento di San Marco: sì, perché è proprio in questo luogo dello spirito che è cresciuto Franco Zeffirelli, fiorentino illustre, conosciuto e apprezzato nel mondo per le sue scenografie e regie teatrali, liriche e cinematografiche. La <strong>fondazione Zeffirelli</strong>, ospitata nei locali monumentali del <strong>complesso di San Firenze</strong>, ci restituisce l’atmosfera unica che Zeffirelli ha conosciuto e contribuito a creare, le sue frequentazioni (Luchino Visconti, Maria Callas, Richard Burton, Liz Taylor, Laurence Olivier, Luciano Pavarotti , Eduardo De Filippo e molti altri), la sua arte altissima.</p>
<p>Il <strong>25 febbraio</strong> torneremo a parlare di Medioevo e Rinascimento, attraversando le sale del <strong>Museo Bardini</strong>: e accanto all’apprezzamento delle opere di grandi artisti cercheremo di ricostruire la personalità di questo artista, restauratore, collezionista e antiquario che alla sua morte donò questa straordinaria raccolta alla città di Firenze.</p>
<p>Il<strong> 4 marzo</strong> continueremo nella nostro tentativo di dare un volto a quegli appassionati che molto fecero per diffondere la fama di Firenze nel mondo: il medievale <strong>Palazzo Davanzati</strong> venne infatti acquistato nel XX secolo dall’allievo prediletto di Bardini, Elia Volpi, che recuperò gli affreschi trecenteschi e arredò il palazzo con mobili antichi, gli stessi che poi vendette in due fortunate aste newyorkesi.</p>
<p>Ultimo appuntamento di questa lunga programmazione è la casa dello 007 dell’arte, <strong>Rodolfo Siviero</strong>, pisano di nascita e fiorentino di adozione che, subito dopo la guerra, si adoperò per recuperare le opere d’arte che le truppe naziste avevano “deportato” durante il conflitto mondiale</p>
<p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/visite-guidate-a-firenze-gennaio-febbraio-e-marzo-2018/">Visite guidate a Firenze: gennaio, febbraio e marzo 2018</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Andar per case a Firenze</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Dec 2017 08:38:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/andar-per-case-a-firenze/">Andar per case a Firenze</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p>Quando cammino per strada, mi capita molto spesso di indugiare davanti ad una finestra con ...</p></p><p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/andar-per-case-a-firenze/">Andar per case a Firenze</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/andar-per-case-a-firenze/">Andar per case a Firenze</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p>Quando cammino per strada, mi capita molto spesso di indugiare davanti ad una finestra con le tende aperte per vedere com&#8217;è quella casa, come sono i soffitti, i lampadari, quanto ricche sono le librerie o quali dipinti sono appesi alle pareti. Mi incuriosiscono le dimore altrui: mi immagino le vite di chi frequenta quelle stanze. Ecco perché suggerisco un piccolo e insolito itinerario da fare nella mia Firenze, dove alcune antiche dimore sono accessibili a tutti senza necessità di occhieggiare furtivamente al loro interno attraverso finestre lasciate aperte.</p>
<p><span id="more-982"></span></p>
<p>La prima tappa è senz’altro <strong>Palazzo Davanzati</strong>: nel trecentesco palazzo che fu dei Davizzi e dei Davanzati e che divenne famoso nel XX secolo grazie all’antiquario Elia Volpi, è possibile apprezzare un’elegante dimora antica con i suoi apparati decorativi originali (coloratissimi affreschi e soffitti lignei), con gli agi (sale da bagno e il pozzo), gli arredi (antichi ma non provenienti da questa casa), i serviti e le preziose opere d’arte. Una visita speciale merita il terzo piano del palazzo, dove si trova la cucina che conserva utensili d’epoca.</p>
<p>Simile per tipologia è il <strong>Museo Horne</strong>, realizzato nel quattrocentesco palazzo Alberti Corsi che nel XX secolo fu acquistato dallo studioso inglese Herbert Percy Horne e da lui arredato con arredi antichi (XIII- XVI secolo) e una splendida collezione di dipinti di Giotto, Simone Martini, Masaccio, Filippino Lippi.</p>
<p>SeDavanzati e Horne rappresentano esempi straordinari della casa trecentesca e quattrocentesca fiorentina, quella di <strong>Giorgio Vasari</strong> in borgo Santa Croce è un eccellente esempio di casa del XVI secolo: fu donata dal granduca Cosimo al suo artista ufficiale, il quale, sempre impegnatissimo nei cantieri architettonici e pittorici fiorentini come anche nell’impresa letteraria delle Vite degli artisti, trovò comunque il tempo per decorare e far decorare la propria abitazione. La casa rimase dei Vasari fino alla fine del XVII secolo, per poi essere spogliata della ricca collezione che vi si trovava e essere anche danneggiata e rimaneggiata nei decori. Da poco è tornata visitabile.</p>
<p>Non lontano si trova una casa assai diversa, per periodo storico e anche per tipologia museale: si tratta di <strong>casa Buonarroti</strong>. La dimora, sorta dall’accorpamento di più case acquistate da Michelangelo e lasciate poi in eredità al nipote, è un luogo dedicato alla memoria del genio fiorentino. La sua famiglia, consapevole dell’importanza del proprio avo, ha fatto decorare nel XVII secolo da artisti come Giovanni da San Giovanni, Cecco Bravo, Artemisia Gentileschi e altri le sale al piano nobile: la galleria, che rappresenta senz&#8217;altro la sala principale, è tutta dedicata alla vita di Michelangelo; mentre le altre sale, più piccole ma non meno suggestive e a mio parere anche più vive, sono dedicate agli interessi culturali (storia, letteratura, scienza, archeologia) di questa famiglia che dal XVI secolo in poi ha espresso grandi personalità. Qui si possono scoprire alcune opere della giovinezza di Michelangelo come la Madonna della Scala e la Battaglia dei centauri e anche le più tarde Divinità fluviale e il modello ligneo per la facciata di San Lorenzo, oltre ai molti disegni.</p>
<p>Dal 1998 lo Stato Italiano è proprietario della <strong>casa dell’antica e nobile famiglia Martelli</strong> che si trova a due passi dal duomo e dalle Cappelle medicee. Il palazzo è sorto, ancora una volta, dalla ristrutturazione di più edifici antichi che furono riunificati nel XVII secolo. In questo frangente le sale interne del palazzo furono affrescate con immagini di paesaggi che hanno lo scopo di sfondare lo spazio limitato delle pareti per aprire questo palazzo cittadino verso un’idilliaca campagna toscana. Il palazzo è ancora completamente arredato con i mobili appartenuti ai Martelli e alle pareti conserva i dipinti che facevano parte della quadreria familiare che annovera anche opere di Piero di Cosimo, Beccafumi, Luca Giordano e altri.</p>
<p>Ultima tappa di questo curioso itinerario è la <strong>casa di Rodolfo Siviero</strong>, lo 007 dell’arte al quale dobbiamo il recupero di numerose opere trafugate nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Nel 1946 Siviero fu nominato capo delll’Ufficio Interministeriale per il recupero delle opere d’arte. Amico di artisti e collezionista, nella sua casa riunì opere antiche e contemporanee per donare tutto alla Regione Toscana nel 1983. La visita alla sua casa museo è un’emozione unica che nasce dal trovarsi di fronte a capolavori di varie epoche e di attraversare le sale dove questo personaggio trascorse le sue giornate fatte di studio, di indagini e di belle frequentazioni</p>
<p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/andar-per-case-a-firenze/">Andar per case a Firenze</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Natale d&#8217;arte a Firenze: le mostre</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Nov 2017 11:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/natale-darte-a-firenze-le-mostre/">Natale d&#8217;arte a Firenze: le mostre</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p>Chi sta pianificando di trascorrere qualche giorno a Firenze durante le prossime vacanze natalizie troverà ...</p></p><p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/natale-darte-a-firenze-le-mostre/">Natale d&#8217;arte a Firenze: le mostre</a>
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<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p>Chi sta pianificando di trascorrere qualche giorno a Firenze durante le prossime vacanze natalizie troverà un’offerta davvero ricca. Accanto, o anche all’interno, dei più famosi musei e monumenti cittadini sono ospitate alcune mostre temporanee suggestive per i palatini fini, all’interno delle quali si potrà cogliere l’arte fuori dagli schemi e dai percorsi più battuti.</p>
<p><span id="more-978"></span></p>
<p>Senz’altro molto noto è il complesso di <strong>Palazzo Pitti</strong>, con le sue ricchissime raccolte di dipinti dal ‘400 fino agli anni ’50 del ‘900, nel cui museo dedicato al tesoro dei granduchi è ospitata una esposizione dedicata ad uno dei maggiori collezionisti di casa Medici: il cardinale Leopoldo. Nato il 6 novembre 1617, figlio di Cosimo II e Maria Maddalena d’Austria, fratello del granduca Ferdinando II, Leopoldo è l’iniziatore della raccolta degli autoritratti e dei disegni che costituiscono due fra i maggiori nuclei artistici della Galleria degli Uffizi. Fra i suoi interessi l’archeologia che lo portò a collezionare opere di pregio e anche molto curiose, la scienza (fu allievo di Galileo Galilei e cofondatore dell’Accademia del Cimento), la letteratura e la lingua (fu accademico della Crusca con il nome di Candido), gli oggetti esotici provenienti dal Nuovo Mondo e ovviamente la pittura, il disegno, l’avorio e le pietre dure. Questa personalità complessa e poliedrica è abilmente e efficacemente tratteggiata nella mostra che si tiene nel suggestivo appartamento d’estate, le cui sale vennero affrescate da Giovanni da San Giovanni, Cecco Bravo, Francesco Furini, Ottavio Vannini, Agostino Mitelli e Angelo Michele Colonna.</p>
<p>La <strong>Galleria degli Uffizi</strong> dedica invece una mostra ad un evento che sconvolse l’Europa del XVI secolo, ovvero la Riforma protestante ufficialmente avviata da Martin Lutero nel 1517. Se i Medici si schierarono da subito e senza nessun tentennamento a fianco della Chiesa di Roma, tuttavia la loro curiosità li spinse ad acquistare opere di pittori vicini all’ambiante luterano e particolarmente i ritratti dello stesso Lutero. È questa l’occasione per soffermarsi su un nucleo di dipinti, quelli dei maestri tedeschi, che normalmente viene sacrificato durante una generica visita al museo, nella quale si privilegiano normalmente i dipinti dei grandi maestri fiorentini.</p>
<p>Se gli Uffizi si interrogano a proposito degli effetti che la riforma ebbe sulla pittura, a <strong>Palazzo Strozzi</strong> continua la fortunatissima esposizione dedicata alla controriforma: la famiglia medicea, nella figura dei duchi Cosimo e Francesco, si impegnò, subito all’indomani della chiusura del Concilio di Trento, ad applicare i nuovi dettami proposti dalla chiesa cattolica per contrastare l’avanzata del protestantesimo. Tra queste linee guida molte riguardavano l’allestimento delle chiese e gli artisti fiorentini furono coinvolti in questo grande cantiere cittadino. Tuttavia gli stessi artisti, impiegati a dare un tono sempre più pio decoroso e ortodosso alle basiliche, rispondevano con le stesse abilità alle richieste più lascive e profane dei committenti privati e della stessa casa regnate.</p>
<p>Non distante da Palazzo Strozzi, nel mediceo quartiere di San Lorenzo, tra le mura della michelangiolesca<strong> Biblioteca Laurenziana</strong>, si torna indietro nel tempo, quando ancora Firenze era un repubblica, la cui vita politica era dominata sì dai mercanti e dai banchieri, ma sotto la direzione illuminata di cancellieri eruditi come Leonardo Bruni. Proprio le sue opere letterarie (fu grecista e letterato) sono esposte al pubblico che avrà modo di ammirare l’eleganza e la ricercatezza dei manoscritti miniati e di comprendere perché anche a lui si deve l’inizio del Rinascimento fiorentino.</p>
<p>Proseguendo lungo un ideale itinerario fiorentino, si giunge fino all’<strong>Accademia</strong> dove folle di turisti si affollano, giustamente, per ammirare il David di Michelangelo che, tuttavia, non costituisce l’unico interesse di questa straordinaria collezione. Se è vero che la visita già normalmente comprende altre sei opere di Michelangelo e dipinti  e sculture che vanno dal ‘200 all’800, a partire dal 5 dicembre il percorso si arricchisce della mostra “Tessuto e ricchezza a Firenze nel Trecento”, il cui scopo principale è di mostrare quanto l’economia e l’arte siano legate: non solo i fiorentini, arricchitisi grazie ai commerci della lana e della seta, avevano sempre più denaro da spendere in opere d’arte che rappresentavano uno status simbol; ma anche le trame pensate dai tessitori per i loro broccati e damaschi affascinarono talmente i committenti e i pittori che essi vollero imitare la ricchezza e gli splendori nelle pale d’altare che commissionavano e che dipingevano.</p>
<p>Un Natale ricco di arte, dunque, nella vostra città che sempre più chiede ai suoi visitatori di non trattarla alla stregua dei feticci, ma di entrare nelle pieghe della sua storia che essa ancora custodisce gelosamente</p>
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		<title>Il Cinquecento a Firenze: la mostra da non perdere a Palazzo Strozzi</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Oct 2017 15:35:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/il-cinquecento-a-firenze-la-mostra-da-non-perdere-a-palazzo-strozzi/">Il Cinquecento a Firenze: la mostra da non perdere a Palazzo Strozzi</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p>I curatori della mostra di Palazzo Strozzi, Antonio Natali e Carlo Falciani (tra i maggiori esperti dell’arte cinquecentesca), hanno avuto il coraggio di dedicare una mostra a maestri che, fino ad ora, hanno avuto poca fortuna critica, ma che proprio da questa esposizione emergono come straordinari creatori di emozioni e poesia sia nelle loro opere di argomento religioso che in quelle allegoriche e profane.</p>
<p><span id="more-969"></span></p>
<p>L’esposizione inizia in maniera spettacolare: nelle prime due sale i visitatori vengono accolti da un’opera di Michelangelo, una di Andrea del Sarto, di Baccio Bandinelli, Rosso Fiorentino, Pontormo, Bronzino e Benvenuto Cellini. Si rimane senza fiato di fronte alle forme, ai colori, alla sensibilità e alla poesia di questi maestri; e questo deve essere stato anche per chi, proprio da questi, fu educato. Infatti il vero e proprio cuore della mostra si svela a partire dalla terza sala, dove troviamo le opere di quei pittori che, partendo dall’esempio di quei grandi, seppero rispondere alle esigenze di un periodo storico così controverso. Se, infatti, le chiese dovevano essere riallestite con dipinti chiari, didattici e pieni di decoro, le dimore signorili si andavano riempiendo di ritratti e soprattutto di allegorie profane e al limite della provocazione.</p>
<p>Alessandro Allori, Girolamo Macchietti, Jacopo Zucchi, Maso da San Friano, Mirabello Cavalori, Santi di Tito e l’Empoli, Jacopo Ligozzi, il Giambologna, Vincenzo Danti, Giovan Battista Naldini e lo Stradano: tutti artisti le cui opere riempiono le chiese fiorentine e che ben seppero interpretare i dettami della controriforma; e artisti che allo stesso modo realizzarono felici composizioni seguendo le indicazioni sempre più intellettualiste dei loro committenti.</p>
<p><a name="_GoBack"></a> Un’occasione dunque da non perdere per poter ammirare le enormi pale d’altare delle chiese fiorentine, molte di esse restaurate per l’occasione e finalmente ben illuminate, e le piccole talora piccolissime tavole, alcune di essere in rame, che i committenti dell’epoca nascondevano nei loro studioli lontane dagli occhi del volgo. Ben venga allora il titolo proposto originariamente dai curatori per questa mostra “Lascivia e divozione”, che riassume in due sole parole la complessità del periodo, delle richieste dei committenti e la capacità camaleontica di questi grandi artisti</p>
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		<title>Il corridoio vasariano a Firenze: si apre al pubblico il primo tratto</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jul 2017 07:45:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
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<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p>Da pochi giorni è stato aperto al pubblico il primo tratto del <strong>corridoio vasariano</strong>, quello che collega <strong>Palazzo vecchio</strong> alla <strong>Galleria degli Uffizi</strong> e che, essendo utilizzato come passaggio di servizio per gli uffici, era sempre rimasto chiuso ai visitatori.</p>
<p>Per rendere possibile questa visita è stato trovato un accordo, incredibile ma vero, tra il civico Museo di Palazzo Vecchio e la Galleria (nazionale) degli Uffizi tanto che, acquistando un unico biglietto, sarà possibile iniziare la visita dal palazzo, attraversare il breve tratto del corridoio che sormonta via della ninna e approdare alla galleria.<span id="more-960"></span></p>
<p>Si dirà, come anche io ho detto inizialmente, che dal punto di vista quantitativo, ma anche qualitativo, non è che l&#8217;offerta sia di molto aumentata: essa è stata arricchita semplicemente di un corto tratto di corridoio; ma in realtà la cosa sta differentemente.</p>
<p>Innanzitutto non va sottovalutato lo sforzo, credo anche contabile, fatto dalle amministrazioni comunale e statale per giungere ad una bigliettazione unica; sforzo che premia il visitatore: infatti basterà recarsi alla prevendita degli Uffizi (porta n. 2) e chiedere i biglietti per la visita combinata. Al visitatore viene dato un orario che corrisponde all&#8217;ingresso a Palazzo vecchio con l&#8217;avvertimento di trovarsi esattamente un&#8217;ora più tardi al secondo piano del palazzo nella cosiddetta sala verde. Il visitatore potrà, così, dedicarsi ad una scoperta (per la verità un po&#8217; frettolosa, ma comunque possibile) del palazzo per poi passare, con tutta comodità e tranquillità, nella Galleria degli Uffizi, dentro la quale potrà trascorrere tutto il tempo che vuole.</p>
<p>Tuttavia, a mio a avviso, la questione organizzativa non è sicuramente la più rilevante, visto che questa apertura rende chiaramente visibile il carattere straordinario di questo corridoio. Vale la pena ricordare che il corridoio vasariano fu costruito da Giorgio Vasari (da cui il nome) tra il marzo e il novembre del 1565, per volontà di Cosimo I de&#8217; Medici, in qualità di passaggio privato per la famiglia ducale per recarsi comodamente dal palazzo pubblico (vecchio) al palazzo privato (Pitti). Questo corridoio, inaugurato il 16 dicembre del 1565 in occasione delle nozze del principe reggente Francesco de&#8217; Medici (futuro granduca Francesco I) e di Giovanna d&#8217;Austria, ha avuto funzione museale dalla metà del XIX secolo, prima come Museo Etrusco e poi come sede della collezione di pittura del XVII e XVIII secolo e soprattutto degli autoritratti. Tuttavia la sua funzione espositiva si espletava nel tratto lungarno-palazzo Pitti, mentre il primo segmento, quello di via della ninna, non era mai stato usato con questa finalità. L&#8217;impossibilità di visitare il primo tratto rendeva un po&#8217; vaga l&#8217;idea di questo passaggio e faceva pensare al corridoio come ad un passaggio tra gli Uffizi e palazzo Pitti. D&#8217;ora in poi si potrà comprenderne la vera natura: il corridoio fu pensato come ambiente intimo per i Medici che, dalle loro stanze private al secondo piano del palazzo pubblico, potevano attraversare la galleria delle statue godendo della bellezza della propria collezione, magari visitando i laboratori che si trovavano agli Uffizi dove gli artigiani producevano i manufatti per la corte, camminare lungo l&#8217;Arno e attraversare il ponte vecchio, sostare per una messa nel balcone privato nella chiesa di Santa Felicita e approdare al giardino di Boboli.</p>
<p>Per il momento non è possibile compiere tutto il percorso, ma intanto possiamo goderci questo primo assaggio che dà ragione di un monumento, il corridoio appunto, unico al mondo</p>
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		<title>Bill Viola a Palazzo Strozzi a Firenze: per una anatomia delle emozioni</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Jun 2017 08:24:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
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<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p>Avevo già tentato arditi paragoni tra l&#8217;arte contemporanea e quella rinascimentale e la mostra che ...</p></p><p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/bill-viola-a-palazzo-strozzi-a-firenze-per-una-anatomia-delle-emozioni/">Bill Viola a Palazzo Strozzi a Firenze: per una anatomia delle emozioni</a>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/bill-viola-a-palazzo-strozzi-a-firenze-per-una-anatomia-delle-emozioni/">Bill Viola a Palazzo Strozzi a Firenze: per una anatomia delle emozioni</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p>Avevo già tentato arditi paragoni tra l&#8217;arte contemporanea e quella rinascimentale e la mostra che il fiorentino Palazzo Strozzi dedica a <strong>Bill Viola</strong> (video artista americano) me ne dà nuovamete l&#8217;occasione.</p>
<p>Al di là dei rimandi che la mostra stessa propone e che <strong>Bill Viola</strong> autorizza (riflessioni sul <strong>Pontormo, su Masolino, Paolo Uccello</strong>, ecc), ieri mi sono meravigliata di trovare una assonanza dei video proiettati con le opere di due geni del Rinascimento, i nomi più rappresentativi di questo straordinario periodo dell&#8217;arte internazionale, Leonardo da Vinci e Michelangelo.</p>
<p><span id="more-950"></span></p>
<p>Alla <strong>Galleria degli Uffizi</strong> è nuovamente esposta, dopo 5 anni di restauro, l<strong>&#8216;Adorazione dei Magi</strong>, opera lasciata incompiuta da<strong> Leonardo da Vinci</strong> nel 1482 a causa del suo trasferimento a Milano. Nell&#8217;osservare i dettagli che nessuno di noi per anni era stato in grado di gustare, ho fatto particolare attenzione a tutti quei personaggi presenti all&#8217;epifania del Signore, tutti quei volti che, emergendo dall&#8217;ocra dello sfondo, come per incanto prendono lineamenti riconoscibili e si assiepano intorno alla Madonna che dolcissima mostra il suo bambino. I volti, come di consueto per Leonardo, sono un campionario di emozioni molto diverse tra di loro; ma, a ben vedere, sembra che siano un&#8217;unica persona che, avvicinandosi alla divinità, esprime con la sua espressione i mille sentimenti che affiorano al suo cuore. Mi è venuto in mente il video intitolato <strong>The greeting</strong> (Il saluto), dove grazie allo slow motion Viola dilata una scena durata 45 secondi per farla diventare un video di 30 minuti circa. Questo gli e ci permette di vedere quanto complesse siano le emozioni umane susitate da un incontro inaspettato (dallo stupore alla gioia, dalla diffidenza alla confidenza, ecc).</p>
<p>Che dire poi di<strong> Michelangelo</strong>! Il<strong> David</strong>, perfetto in ogni dettaglio anatomico e per questo tanto poetico nell&#8217;insieme, suggerisce proprio che il sezionare l&#8217;emozione negli infiniti sentimenti che la compongono niente toglie alla poesia dell&#8217;insieme; al contrario aiuta ad apprezzare pienamente la complessità dell&#8217;opera che ci coinvolge tanto a livello conscio che inconscio.</p>
<p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/bill-viola-a-palazzo-strozzi-a-firenze-per-una-anatomia-delle-emozioni/">Bill Viola a Palazzo Strozzi a Firenze: per una anatomia delle emozioni</a>
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		<title>Sabato 3 dicembre visitiamo insieme il museo dell&#8217;ospedale degli Innocenti di Firenze</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Nov 2016 09:56:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/sabato-3-dicembre-visitiamo-insieme-il-museo-dellospedale-degli-innocenti-di-firenze/">Sabato 3 dicembre visitiamo insieme il museo dell&#8217;ospedale degli Innocenti di Firenze</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p>Da qualche mese è stato inaugurato il nuovo museo dell&#8217;Ospedale degli Innocenti in piazza SS. ...</p></p><p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/sabato-3-dicembre-visitiamo-insieme-il-museo-dellospedale-degli-innocenti-di-firenze/">Sabato 3 dicembre visitiamo insieme il museo dell&#8217;ospedale degli Innocenti di Firenze</a>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/sabato-3-dicembre-visitiamo-insieme-il-museo-dellospedale-degli-innocenti-di-firenze/">Sabato 3 dicembre visitiamo insieme il museo dell&#8217;ospedale degli Innocenti di Firenze</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p lang="zxx">Da qualche mese è stato inaugurato il nuovo museo dell&#8217;Ospedale degli Innocenti in piazza SS. Annunziata a Firenze. Visitiamolo insieme! Prossima visita sabato 3 dicembre.</p>
<p lang="zxx">Il museo è stato, ed è ancora parzialmente, in restauro per poter dare a questa storica istituzione cittadina una nuova veste museografica che consenta di approfondirne la storia, apprezzarne l&#8217;architettura e ammirarne la ricca collezione di arte.</p>
<p lang="zxx"><span id="more-890"></span></p>
<p lang="zxx">Quando ho visitato il nuovo museo per la prima volta, devo confessare, sono rimasta delusa dal non trovare ancora visibile il loggiato brunelleschiano perché, da sempre, ospedale degli Innocenti significa per me il loggiato di Brunelleschi, il suo rigore, le sue idee rivoluzionarie che hanno plasmato la più rinascimentale delle piazze fiorentine. Con questo spirito un po&#8217; frustrato ho iniziato la mia scoperta che, però, ha subito cambiato registro, non appena cioè sono entrata nel sottosuolo dell&#8217;ospedale (che prima non si poteva visitare). Entrare in questo ambiante chiuso è equivalso a aprire la porta di una macchina del tempo: improvvisamente sono stata catapultata in una città dove migliaia di persone vivevano situazioni talmente difficili da dover abbandonare i loro bambini appena nati; ma ho anche potuto comprendere l&#8217;impulso della stessa città a prendersi cura dei propri figli, istituendo un ente laico che, con i mezzi e le conoscenze dell&#8217;epoca, tentasse almeno di garantire una vita a questi bambini. Da questo momento in poi la mia visita ha assunto una nuova prospettiva, tra il commosso e il curioso, tra lo stupito e il divertito. Non posso spiegare i motivi precisi di questi sentimenti così diversi, ma solo una visita personale può spiegare la difficile realtà di chi è costretto dalla povertà o dalla vergogna o dalla sconvenienza ad abbandonare la propria creatura; può permettere di aprire le cassettine dove si custodiscono i segni di riconoscimento lasciati dai genitori speranzosi di poter in futuro tornare a riabbracciare il bambino abbandonato; può lasciar curiosare nei registri per conoscere i nomi che venivano assegnati o la sorte, sempre precisamente documentata, di questi piccoli.</p>
<p lang="zxx">Questo museo permette vari livelli di visita e questo lo rende dinamico, appassionante e mai scontato. La visita culmina, anche architettonicamente, con l&#8217;esposizione delle opere d&#8217;arte collezionate dall&#8217;istituzione: tra le numerose immagini della Madonna con Bambino (di sicuro la più azzeccata delle iconografie) spiccano quella in terracotta invetriata di Luca della Robbia e quella dipinta dal giovanissimo Botticelli; tra le pale d&#8217;altare vanno menzionate quelle provenienti dalla chiesa dell&#8217;ospedale (Santa Maria degli Innocenti) e tra esse l&#8217;Adorazione dei Magi di Domenico Ghirlandaio e le Nozze mistiche di santa Caterina d&#8217;Alessandria di Piero di Cosimo. Inoltre per il momento è possibile godere della vista di un&#8217;opera che con ogni probabilità verrà poi riportata nella sua sede originaria: si tratta della serie dei Putti in terracotta invetriata realizzati da Andrea della Robbia e disposti nei tondi della facciata nel 1487.</p>
<p lang="zxx">Il museo dell&#8217;ospedale degli Innocenti è una riconquista di Firenze e deve essere visitato per capire lo spirito di chi, nel 1419, decise di dedicarsi alla cura dei propri figli, anche quelli meno fortunati, per carità cristiana, ma anche per assicurare un futuro alla città, visto che dall&#8217;attenzione per l&#8217;infanzia si parte per costruire l&#8217;avvenire del mondo</p>
<p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/sabato-3-dicembre-visitiamo-insieme-il-museo-dellospedale-degli-innocenti-di-firenze/">Sabato 3 dicembre visitiamo insieme il museo dell&#8217;ospedale degli Innocenti di Firenze</a>
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		<title>Il nuovo Museo dell&#8217;Opera del Duomo di Firenze</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2015 08:23:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/opera-del-duomo-di-firenze/">Il nuovo Museo dell&#8217;Opera del Duomo di Firenze</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p>Dopo circa di due anni di chiusura per restauro, è stato finalmente riaperto il Museo ...</p></p><p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/opera-del-duomo-di-firenze/">Il nuovo Museo dell&#8217;Opera del Duomo di Firenze</a>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/opera-del-duomo-di-firenze/">Il nuovo Museo dell&#8217;Opera del Duomo di Firenze</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p>Dopo circa di due anni di chiusura per restauro, è stato finalmente riaperto il <strong>Museo dell&#8217;Opera del Duomo di Firenze</strong>, esempio unico di collezione di opere d&#8217;arte dal Medioevo all&#8217;Ottocento che documenta, conserva e mostra l&#8217;attività frenetica che per secoli ha coinvolto molti artisti a lavorare agli edifici religiosi principali di Firenze, ovvero il <strong>duomo di Santa Maria del Fiore, il Battistero di San Giovanni e il campanile di Giotto</strong>.<span id="more-847"></span></p>
<p>Durante la mia prima visita ho trovato straordinario lo sforzo di ricostruire in scala 1:1 l&#8217;aspetto di piazza duomo (cioè lo spazio che si trova tra la facciata del duomo e il battistero) come era prima del 1587, anno in cui fu demolita la facciata trecentesca della cattedrale, poiché ritenuta ormai sorpassata. I decori dell&#8217;antica facciata, opere in marmo di <strong>Arnolfo di Cambio, Donatello, Nanni di Banco</strong> e altri, furono in gran parte preservati e immagazzinati nei depositi del duomo.<br />
Il nuovo museo dedica a questa facciata una sala immensa: sul lato sinistro si staglia la ricostruzione dell&#8217;antica facciata con l&#8217;esposizione delle opere originali e sul lato destro si mostrano le porte del Battistero, particolarmente quelle eccezionali di <strong>Lorenzo Ghiberti, la Porta Nord e quella del Paradiso</strong>, superbamente restaurate.</p>
<p>Questa sala dà un&#8217;idea della unicità di Firenze fino alla fine del &#8217;500, quando chiunque vivesse o giungesse in città poteva vedere in una sola piazza opere di epoca classica (vi si trovavano infatti, e si ritrovano anche nella sala del museo, antichi sarcofagi romani), di fronte a architetture e sculture dei maggiori artisti del Medioevo e del Rinascimento. E mi trovo a fantasticare sull&#8217;esperienza vissuta da chi, camminando attraverso le anguste viuzze del centro, si trovava all&#8217;imporvviso di fronte a tale ricchezza</p>
<p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/opera-del-duomo-di-firenze/">Il nuovo Museo dell&#8217;Opera del Duomo di Firenze</a>
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