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	<title> &#124; Guida turistica a Firenze &#187; Senza categoria</title>
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	<description>Visite guidate a Firenze</description>
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		<title>Il tesoro del granduca in Palazzo Pitti a Firenze: collezionisti e collezioni</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Mar 2017 15:07:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/senza-categoria/il-tesoro-del-granduca-in-palazzo-pitti-a-firenze-collezionisti-e-collezioni/">Il tesoro del granduca in Palazzo Pitti a Firenze: collezionisti e collezioni</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p>Recentemente il <strong>Museo degli argenti di Firenze</strong>, ospitato al piano terreno di <strong>Palazzo Pitti</strong>, è stato ribattezzato con il più evocativo nome di <strong>Tesoro del Granduca</strong>. In effetti l&#8217;originaria denominazione, sebbene giustificata dalla presenza di una superba collezione di manufatti in argento provenienti da Salisburgo e appartenuti all&#8217;ultimo granduca di Toscana Ferdinando III di Asburgo Lorena, non rendeva completamente giustizia della ricchezza della collezione che, oltre ai già citati argenti, annovera vasi antichi in onice, calcedonio, diaspri e giada, avori, ambre, vasi e coppe in lapislazzuli o cristallo di rocca, arredi in commesso di pietre dure, cammei romani e rinascimentali, oggetti esotici, coppe realizzate con noci di cocco, uova di struzzo o conchiglie montate con raffinate oreficerie.</p>
<p><span id="more-938"></span><br />
I nuclei collezionati non solo testimoniano la produzione di cosiddette arti decorative nei secoli, ma soprattutto offrono il ritratto di coloro che li hanno collezionati: i vasi romani in diaspro e onice provenienti dall&#8217;Oriente acquistati da <strong>Lorenzo il Magnifico</strong> che li fece montare su piedi in oro e li fece dotare di manici in argento e pietre incidendo sul vaso il suo stesso nome; le opere in cristallo di rocca e in lapislazzuli collezionati da l granduca<strong> Francesco I</strong> per i loro supposti poteri taumaturgici, protettivi e antivenefici; gli arredi in pietre dure così amati da Ferdinando I; le austere ambre per le quali nutriva una vera passione la granduchessa <strong>Maria Maddalena d&#8217;Austria</strong>; gli avori appartenenti in parte a <strong>Mattias de&#8217; Medici</strong>, che li aveva raccolti nel sacco di Coburgo del 1632 nell&#8217;ambito della sua partecipazione alla Guerra dei Trent&#8217;anni, e in parte al <strong>cardinale Leopoldo</strong>, fratello di Mattias; gli altaroli in oro, argento, pietre preziose, corallo del granduca <strong>Cosimo III</strong>. In poche parole questa collezione di “minuterie” ci rivela il lato più segreto di questa famiglia di mecenati che ci appare solitamente intenta a incoraggiare solamente gli artisti maggiori. Tra le varie raccolte, ce n&#8217;è una che attraversa trasversalmente la storia della famiglia Medici e la cui realizzazione ha visto il contributo di tanti collezionisti per confluire nella mani dell&#8217;ultima discendente della casata, <strong>Anna Maria Luisa de&#8217; Medici</strong>. Questa è la collezione delle cosiddette “galanterie gioiellate”, un nutrito gruppo di gioielli in oro smaltato, pietre preziose e perle. Queste gioie, realizzate tra la seconda metà del XVI secolo e il XVIII secolo, sono in gran parte caratterizzate dall&#8217;uso di un elemento prezioso e bizzarro allo stesso tempo: la perla scaramazza o barocca. Si tratta di una perla naturale dalla forma talmente irregolare da ispirare la fantasia di orafi che hanno forgiato, partendo dalla forma delle perle, spille, pendenti, ciondoli dalle forme più disparate: perle allungate divenute il corpo di libellule o draghi, perle cave divenute dal carena di una gondola, altre talmente bitorzolute da diventare il corpo di uno struzzo, la pancia molle e rigonfia di un grosso Bacco o di un caricaturale soldato svizzero.<br />
Visitare il Tesoro dei Medici, allestito negli appartamenti estivi della famiglia e incorniciato dagli affreschi barocchi di scuola fiorentina e bolognese, significa assaporare la fantasia di questi collezionisti ghiotti di bizzarrie e conoscerne, al di là dell&#8217;algida etichetta di corte, il lato giocoso e anche infantile</p>
<p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/senza-categoria/il-tesoro-del-granduca-in-palazzo-pitti-a-firenze-collezionisti-e-collezioni/">Il tesoro del granduca in Palazzo Pitti a Firenze: collezionisti e collezioni</a>
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		<title>La collezione Contini Bonacossi a Firenze</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Mar 2015 17:06:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/senza-categoria/la-collezione-contini-bonacossi-a-firenze/">La collezione Contini Bonacossi a Firenze</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p>Esiste a Firenze una collezione che, pur portando ancora il nome dei suoi proprietari, appartiene ...</p></p><p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/senza-categoria/la-collezione-contini-bonacossi-a-firenze/">La collezione Contini Bonacossi a Firenze</a>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/senza-categoria/la-collezione-contini-bonacossi-a-firenze/">La collezione Contini Bonacossi a Firenze</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p>Esiste a <strong>Firenze</strong> una collezione che, pur portando ancora il nome dei suoi proprietari, appartiene allo Stato italiano e fa parte di uno dei maggiori musei del mondo; ma che, ciò nonostante, pochi conoscono. Si tratta della <strong>collezione di dipinti, sculture, arredi e ceramiche Contini Bonacossi</strong>, ospitata nell’appartamento degli staffieri presso la <strong>Galleria degli Uffizi</strong>.<span id="more-830"></span></p>
<p>La storia di questa collezione è affascinante perché si intreccia con quella del nostro Paese per un lungo periodo che va dalla Prima Guerra Mondiale fino al 1969, anno in cui lo Stato italiano ne entra finalmente in possesso. Un fascino singolare avvolge la figura dei due collezionisti, fiorentini di adozione, che arrivano a costituire una raccolta da far invidia a molti musei nazionali. Essi allestiscono il loro museo personale nella residenza fiorentina di villa Vittoria (attualmente nota come Palazzo dei Congressi) con l’aiuto di critici e artisti; prima di morire decidono di donare tutta la loro collezione allo Stato. Quello che effettivamente poi viene ereditato non corrisponde a tutta la loro raccolta; purtroppo mancano alcuni pezzi di valore che, a causa di scelte ancora discusse, prendono altre vie.</p>
<p>Lasciamo, però, da parte il rammarico per quello che manca, per gustarci invece quello che bello c’è; e c’è davvero molto. Fra i centoquaranta pezzi databili tra la seconda metà del ‘200 e il ‘700 mi sento di menzionare gli splendidi stemmi in terracotta invetriata con emblemi  di Piero de’ Medici e quello con l’arme dei Pazzi, la Madonna della neve del Sassetta con la sua predella di grande verve narrativa, la Madonna dei Pazzi di Andrea del Castagno (affresco staccato dalla villa di Trebbio), il Ritratto di giovane di Giovanni Boltraffio, il Ritratto di Ghiseppo Da Porto e Leonida di Paolo Veronese, La cucina di uno dei miei pittori preferiti Giuseppe Maria Crespi e senz’altro il San Lorenzo marmoreo di Gian Lorenzo Bernini e l’Acquaiolo di Velaszquez.</p>
<p>Questa raccolta può a buon diritto rientrare in un percorso dedicato ai grandi collezionisti fiorentini</p>
<p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/senza-categoria/la-collezione-contini-bonacossi-a-firenze/">La collezione Contini Bonacossi a Firenze</a>
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