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	<title> &#124; Guida turistica a Firenze</title>
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		<title>Firenze, le sue mura e i suoi giardini</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jun 2020 08:48:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/firenze-le-sue-mura-e-i-suoi-giardini/">Firenze, le sue mura e i suoi giardini</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p>Il nostro percorso alla scoperta della città inizia dalle mura medievali, di cui ci rimane ...</p></p><p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/firenze-le-sue-mura-e-i-suoi-giardini/">Firenze, le sue mura e i suoi giardini</a>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/firenze-le-sue-mura-e-i-suoi-giardini/">Firenze, le sue mura e i suoi giardini</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p>Il nostro percorso alla scoperta della città inizia dalle mura medievali, di cui ci rimane un bel tratto nell&#8217;Oltrarno: la maestosa Porta romana, che conserva le sue porte massicce e i resti degli affreschi trecenteschi, sarà il nostro punto di incontro. <span id="more-1021"></span>Cammineremo lungo via romana e troveremo l&#8217;accesso meno noto al giardino di Boboli, ovvero l&#8217;ingresso di Annalena. Da lì avrà inizio il nostro percorso nel parco iniziato in epoca medicea e più volte rimaneggiato dai suoi successivi padroni (Asburgo &#8211; Lorena soprattutto): tra una grotta e un laghetto, cammineremo all&#8217;ombra degli alberi secolari che nascondono passaggi, sculture antiche e luoghi di riposo, per raggiungere la terrazza del cavaliere (da cui si gode di una bella vista sulle dolci colline che abbracciano la città, sul Forte Belvedere e sulla basilica di San Miniato al Monte), scendendo poi lungo i fianchi del Forte per addentrarci nel selvatico che conduce al Kaffeehaus, all&#8217;anfiteatro e, infine, alla grotta del Buontalenti. La camminata, che in qualche tratto diventa quasi un trekking, ci darà l&#8217;occasione di capire come i giardini non avessero una funzione puramente ricreativa, ma assolvessero, soprattutto per i Medici, ad un compito comunicativo: la disposizione delle zone verdi e delle statue, delle fontane e dei viali risponde a precisi intenti simbolici di valore politico e anche alchemico.</p>
<p>Da un giardino all&#8217;altro: camminando lungo le strette ma suggestive strade della costa San Giorgio giungeremo al giardino Bardini. Si tratta di un giardino completamente diverso da quello di Boboli, diversa è la sua storia (nasce infatti dall&#8217;accorpamento di due giardini distinti), diversa è la sua funzione, diverso è il disegno e anche diverse sono le specie lì coltivate. Attraverso terrazze, ripide scalinate, canali e gallerie di vegetazione potremo ammirare la vista sulla città e anche raggiungere le mura medievali.</p>
<p>Usciremo dalle mura attraversando la porta di San Miniato e, lungo la via delle croci, raggiungeremo il piazzale Michelangelo.</p>
<p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/firenze-le-sue-mura-e-i-suoi-giardini/">Firenze, le sue mura e i suoi giardini</a>
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		<title>2019: l&#8217;anno di Leonardo da Vinci. Visite a Firenze</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jan 2019 14:24:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
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<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p>Chi è appassionato di arte sa bene quanto sia importante conoscere l’humus che ha nutrito ...</p></p><p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/2019-lanno-di-leonardo-da-vinci-visite-a-firenze/">2019: l&#8217;anno di Leonardo da Vinci. Visite a Firenze</a>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/2019-lanno-di-leonardo-da-vinci-visite-a-firenze/">2019: l&#8217;anno di Leonardo da Vinci. Visite a Firenze</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p>Chi è appassionato di arte sa bene quanto sia importante conoscere l’humus che ha nutrito il genio degli artisti, poiché, se è vero che la loro vena creativa è innata e non dipende da fattori esterni, l’ambiente sociale, culturale e politico, in cui essi sono cresciuti e si sono formati, ha di norma un grande peso sullo sviluppo successivo della loro arte.</p>
<p>Il caso di <strong>Leonardo da Vinci</strong>, artista internazionale che viaggia da Firenze a Milano, a Venezia, a Roma, a Mantova, in Romagna per concludere la sua vita in Francia, è forse uno dei più emblematici. Per questo motivo, in occasione del quinto centenario della sua morte (avvenuta ad Amboise il 2 maggio 2519), vi propongo di seguire le tappe della sua formazione nella mia terra, che fu anche, e soprattutto, la sua.<span id="more-1014"></span></p>
<p>Il programma che ho pensato a questo proposito inizia il <strong>13 gennaio</strong> e termina il <strong>24 marzo:</strong>  due mesi interi dedicati alla formazione di Leonardo? Sì, e forse non sono neppure sufficienti: se decidete di seguirmi, capirete perché.</p>
<p>Il 13 gennaio visiteremo la<strong> Galleria degli Uffizi</strong>, dove sono conservati l’<strong>Annunciazione e l’Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci e il Battesimo di Cristo, iniziato dal Verrocchio e terminato dal suo talentuoso allievo</strong>, e, all’interno del museo, la mostra temporanea dedicata al <strong>Codice Leicester</strong>. Quest’ultimo è un codice compilato da Leonardo tra il 1503 e il 1506 a Firenze, dedicato ai suoi studi sull’acqua e appartenente oggi a Bill Gates.</p>
<p>Il<strong> 19 gennaio</strong> ci dedicheremo alla sua infanzia trascorsa fra le dolci colline di Vinci e alla sua passione per la tecnologia: questo sarà possibile al <strong>Museo leonardiano di Vinci</strong>, che comprende le due sedi museali e la casa natale.</p>
<p>Il <strong>26 gennaio</strong> ci dedicheremo al complesso artistico in cui nacque il Rinascimento, il <strong>duomo di Firenze</strong>, i cui tesori più antichi si trovano strepitosamente accolti nel <strong>museo dell’opera di Santa Maria del Fiore</strong>. Proprio in questo luogo, circondato dalle opere di <strong>Donatello, di Luca della Robbia, di Arnolfo di Cambio</strong>, Leonardo farà un incontro che cambierà la sua vita: sotto l’accorta guida del<strong> Verrocchio</strong>, suo maestro, entrerà in contatto con lo spirito del padre del Rinascimento, <strong>Filippo Brunelleschi</strong>, le cui macchine impressioneranno il giovane Leonardo, giunto adolescente in città.</p>
<p>Il<strong> 2 febbraio</strong> sarà la volta della <strong>basilica fiorentina di Santa Croce</strong>: costruita e decorata dai grandi dell’arte gotica (<strong>Arnolfo di Cambio, Cimabue e Giotto</strong>, solo per citare i più noti), ospita il più antico cenacolo della storia dell’arte che sarà un sicuro riferimento per il nostro Leonardo a Milano, quando dipingerà il<strong> cenacolo di Santa Maria delle Grazie</strong>. Per completare la spiegazione sul cenacolo visiteremo, il 10 febbraio,  quello di<strong> Sant’Apollonia, dipinto da Andrea del Castagno</strong>: non sappiamo se Leonardo abbia avuto modo di osservare il dipinto (si tratta di un affresco che allora si trovava in un monastero di clausura) oppure se abbia potuto solo vedere i disegni preparatori, ma di sicuro l’impronta del Castagno ha lasciato tracce indelebili su Leonardo. Nello stesso giorno faremo tappa anche alla <strong>basilica di San Lorenzo</strong>, la <strong>chiesa brunelleschiana</strong> dove il Verrocchio realizzò opere per i Medici, sicuramente sotto lo sguardo ammirato e incuriosito di Leonardo che, di lì a poco, proprio da <strong>Lorenzo de&#8217; Medici</strong> verrà investito dell’importante compito di rappresentare Firenze presso la corte sforzesca a Milano.</p>
<p>Il <strong>17 febbraio</strong> completeremo la panoramica sui cenacoli fiorentini con quello dipinto da <strong>Domenico Ghirlandaio</strong> nel refettorio del <strong>convento di San Marco</strong>: l’opera non ha certo potuto influenzare Leonardo da Vinci, che, nel 1486, era già a Milano da qualche tempo; tuttavia essa ci offre uno spunto per riflettere sulla diversità degli esiti a cui giungono due artisti, entrambi tanto dotati, che crescono nella stessa città, che affrontano lo stesso tema, che lavorano per committenti appartenenti alla stessa famiglia religiosa. In quest’occasione non potremo certo ignorare la collezione delle opere di <strong>Beato Angelico</strong>: quindi ci consentiremo una breve divagazione storica nella prima metà del XV secolo.</p>
<p>Il<strong> 24 febbraio</strong> saliremo al Monte alle Croci, dove si trova la suggestiva <strong>basilica di San Miniato al Monte</strong>, il cui presbiterio rialzato fu fonte di ispirazione per Leonardo che lo inserì come quinta architettonica in una delle sue più celebri opere. Dal sagrato ammireremo Firenze e anche il Monte Ceceri, da dove Zoroastro da Peretola volle lanciarsi per provare<strong> la macchina volante</strong> progettata dal suo maestro.</p>
<p>L’incontro successivo, in programma il <strong>2 marzo</strong>, si concentrerà sul <strong>santuario della SS. Annunziata</strong> e avrà un duplice obiettivo: da un lato visiteremo il luogo dove Leonardo dipinse il <strong>cartone della Sant’Anna e la Vergine (noto come cartone Burlington e conservato alla National Gallery di Londra)</strong> e dove, come riporta Vasari, per due giorni di seguito una folla di persone fece la coda per ammirare questo disegno; dall’altro, nel <strong>chiostro dei voti</strong>, vedremo i frutti dell’arte di Leonardo che, proprio negli anni in cui egli si spegneva in Francia, i giovanissimi e coraggiosissimi <strong>Andrea del Sarto, Rosso Fiorentino, Franciabigio e Pontormo</strong> rendevano omaggio alla sua sensibilità poetica oltreché pittorica.</p>
<p>Il <strong>9 marzo</strong> visiteremo la mostra, fresca di inaugurazione, che il <strong>Museo del Bargello</strong> dedica ad <strong>Andrea del Verrocchio</strong>, noto al mondo come il maestro di Leonardo da Vinci, ma poco indagato per la sua attività autonoma che fu, invece, di qualità altissima.</p>
<p>Approfondiremo ancora la conoscenza del <strong>Verrocchio il 16 marzo a Palazzo Strozzi</strong>, dove gli è dedicata una mostra monografica.</p>
<p>Ultimo appuntamento sarà il <strong>24 marzo</strong> e coinciderà con l’inizio della primavera che “celebreremo” con un’uscita fuori porta: andremo, infatti, alla <strong>villa medicea di Poggio a Caiano</strong>, costruita per volere di <strong>Lorenzo il Magnifico da Giuliano da Sangallo</strong>, che, forse, mostrò il suo progetto al giovane Leonardo da Vinci, il quale lo inserisce all’interno di uno dei suoi dipinti. Anche qui, e non casualmente, ritroveremo <strong>Andrea del Sarto, Franciabigio e Pontormo.</strong></p>
<p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/2019-lanno-di-leonardo-da-vinci-visite-a-firenze/">2019: l&#8217;anno di Leonardo da Vinci. Visite a Firenze</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Leonardo da Vinci: il codice Leicester alla Galleria degli Uffizi</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Dec 2018 09:08:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
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<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p>Tra poco meno di un mese inizia il 2019 che, per gli appassionati di arte, ...</p></p><p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/leonardo-da-vinci-il-codice-leicester-alla-galleria-degli-uffizi/">Leonardo da Vinci: il codice Leicester alla Galleria degli Uffizi</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/leonardo-da-vinci-il-codice-leicester-alla-galleria-degli-uffizi/">Leonardo da Vinci: il codice Leicester alla Galleria degli Uffizi</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p>Tra poco meno di un mese inizia il 2019 che, per gli appassionati di arte, significa anche la celebrazione del quinto centenario della morte di <strong>Leonardo da Vinci</strong>, avvenuta a Amboise, in Francia, il 2 maggio 2019.</p>
<p>Come è facile intuire, sia la Francia, sua patria negli ultimi tre anni di vita, che l’Italia hanno molto lavorato e investito per rendere il giusto omaggio a questo genio, divenuto oggi un’icona così sfruttata dal marketing da essere quasi ridotta ad un’etichetta.</p>
<p>A <strong>Firenze</strong> da poco tempo, e per poco tempo ancora, è approdato l’unico codice leonardiano in mani private, il <strong>Codice Leicester o Hammer, oggi di proprietà di Bill Gates</strong>. Si trova temporaneamente (fino al 20 gennaio) nella<strong> Galleria degli Uffizi;</strong> è stato restaurato ed è esposto in maniera scientifica e accattivante grazie alla sapienza del curatore della mostra, Paolo Galluzzi, direttore del Museo Galileo di Firenze.</p>
<p><span id="more-1010"></span></p>
<p>Vale la pena investire del tempo nella visita della Galleria, cercando, se possibile, di “dimenticare” il percorso tradizionale, per seguire le orme di Leonardo. Il percorso che vi propongo è parte di un itinerario più vasto dedicato a Leonardo da Vinci grazie al quale si riesce ad avere una conoscenza approfondita del periodo storico nel quale è vissuto, del contesto culturale che lo ha visto esordire, della realtà artistica che lo ha aiutato a raggiungere le vette del suo operare. La consapevolezza di tutto questo aiuta a comprendere più a fondo Leonardo da Vinci e, se possibile, a renderlo più umano e meno iconico, restituendocelo nella sua grandezza.</p>
<p>Quando Leonardo da Vinci, ancora adolescente, arriva a Firenze, la città è al culmine del suo prestigio: sta iniziando l’età di <strong>Lorenzo Il Magnifico</strong>. Il giovane Leonardo proviene dalla campagna e in città trova una realtà vivace: sono state da poco inaugurate le grandi basiliche, le botteghe artistiche sono attive, gli intellettuali hanno un grande seguito. C’è da star sicuri che Leonardo abbia visitato <strong>Santa Maria Novella</strong> e <strong>Santa Croce</strong>, che abbia studiato le novità “latine” di <strong>Giotto</strong> e <strong>Arnolfo di Cambio</strong> e lo sviluppo che ne hanno dato <strong>Masaccio</strong> e <strong>Donatello</strong>. D’altronde suo padre lo avvia all’arte, proponendolo come discepolo al <strong>Verrocchio</strong> che proprio in quegli anni si stava occupando di terminare la <strong>cupola di Brunelleschi</strong>, coronando la lanterna con la palla in rame dorato, di cui è visibile oggi la copia. Nella bottega Leonardo assorbe come una spugna le molteplici abilità e competenze del suo maestro: architettura, pittura, scultura, oreficeria, fusione dei metalli, ingegneria; ogni cosa è interessante per la sua fame di conoscenza. Comincia a fare incontri interessanti a Firenze durante il suo soggiorno durato quindici anni e incrocerà <strong>Botticelli, Domenico Ghirlandaio, Piero della Francesca</strong>. Proprio quest’ultimo è una chiave per comprendere Leonardo: la prospettiva, la matematica, la pittura fiamminga saranno punti fermi in tutto il suo percorso, come vediamo nella nuova stanza degli Uffizi che raccoglie, quasi fosse un sacrario, le tre tavole da lui dipinte nel primo periodo fiorentino: <strong>L’Annunciazione, il Battesimo di Cristo e l’Adorazione dei Magi</strong>. Dopo aver raggiunto tali vette, il trentenne artista parte alla volta di <strong>Milano</strong>, dove raggiungerà la sua maturità, e parte da vincitore, scelto dallo stesso Magnifico per rappresentare Firenze nella città per poi tornare venti anni più tardi. Il suo ritorno non è stato facile: nonostante la grandezza delle sue opere milanesi (la<em><strong> Vergine delle rocce, il cenacolo di Santa Maria delle Grazie</strong></em>), la sua fama di artista troppo lento, meticoloso e evanescente lo precede. Giunto in città, oltre alla sua fama, lo attendono giovani artisti dal talento non inferiore al suo,<strong> Michelangelo e Raffaello</strong>. Sono anni difficili quelli del secondo periodo fiorentino, da molti punti di vista, ma Leonardo è pur sempre l’artista, il cui <em><strong>cartone per Sant’Anna e la Vergine</strong></em> merita due giorni di coda in piazza Santissima Annunziata, dove risiede. Sono gli anni della <em><strong>Gioconda</strong></em> e degli appunti dedicati agli studi sull’acqua, vergati con magnifica grafia e illustrati da poetici disegni che oggi compongono il <strong>Codice Leicester</strong>. A prima vista questi fogli sembrano solo studi di scienza e ingegneria, ma basta soffermarsi un po’ per comprendere che c’è molto di più. Analizzando la sua scrittura, si comprende la sua storia umana, mentre le sue osservazioni mostrano la sua innata curiosità e la sua insoddisfazione. I disegni poi ci mostrano il suo senso della scienza e della poesia che mai in lui si scindono, come anche l’irrequietezza di un uomo che cerca un senso nell’Universo. IL codice, lungi dall’essere un semplice insieme di studi, racchiude la complessità umana e intellettuale di Leonardo e ci permette di entrare in intimità con lui</p>
<p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/leonardo-da-vinci-il-codice-leicester-alla-galleria-degli-uffizi/">Leonardo da Vinci: il codice Leicester alla Galleria degli Uffizi</a>
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		<title>Novità alla Galleria degli Uffizi a Firenze: le sale del Seicento e la collezione Contini Bonacossi</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2018 16:51:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
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<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p>Nelle ultime settimane la Galleria degli Uffizi è balzata agli onori delle cronache culturali per ...</p></p><p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/novita-alla-galleria-degli-uffizi-a-firenze-le-sale-del-seicento-e-la-collezione-contini-bonacossi/">Novità alla Galleria degli Uffizi a Firenze: le sale del Seicento e la collezione Contini Bonacossi</a>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/novita-alla-galleria-degli-uffizi-a-firenze-le-sale-del-seicento-e-la-collezione-contini-bonacossi/">Novità alla Galleria degli Uffizi a Firenze: le sale del Seicento e la collezione Contini Bonacossi</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p>Nelle ultime settimane la Galleria degli Uffizi è balzata agli onori delle cronache culturali per l’apertura di due nuove sezioni, quella dedicata alla pittura del Seicento e quella dedicata alla collezione Contini Bonacossi.</p>
<p>Ad onor del vero non si tratta di vere aperture, dato che entrambe le sezioni già esistevano nel museo fiorentino, ma piuttosto nuovi allestimenti e accessibilità.</p>
<p><span id="more-1005"></span></p>
<p>La sezione del Seicento, nella quale troviamo opere di Annibale Carracci, Guido Reni, Caravaggio, Artemisia Gentileschi, Rubens, Rembrandt e Van Dyck (per citare solo i più conosciuti), si presenta adesso con pareti dipinte di un sontuoso rosso e organizzata secondo uno schema tematico che contrasta con l’ordinamento cronologico del resto della collezione. Questo può essere un difetto ma anche un pregio: da un lato in effetti non si rispetta una logica, quella cronologica e geografica appunto, decisa alla fine del Settecento al momento dell’apertura al pubblico e per questo si perde in parte la personalità del museo; tuttavia, il visitatore, che arriva alla fine del percorso dopo aver attraversato secoli di pittura, troverà una proposta di lettura alternativa delle opere, che rende visibile uno degli elementi fondamentali dello sviluppo artistico, ovvero la dialettica dell’arte. Allora si trovano le sale dedicate alle immagini mitologiche (dove è esposta la Medusa di Caravaggio), la sala delle nature morte (sulla quale regna il gaudente Bacco sempre di Caravaggio), quella dei fiamminghi e dei fiorentini.</p>
<p><a name="_GoBack"></a> Quanto alla collezione Contini Bonacossi, chi cui trovate una descrizione fra i miei appunti più vecchi, possiamo dire che finalmente, dopo decenni, si rispetta la volontà dei donatori, ovvero l’esposizione di questa raccolta nelle sale aperte degli Uffizi. Le sale blu, già destinate ai pittori stranieri, si tingono ora di verde per accogliere, come in una dimora, le opere collezionate da Alessandro e Vittoria Contini Bonacossi. In questo caso si è tentato di piegare la collezione alla logica degli Uffizi, rispettando un blando schema geografico e cronologico che va dai fondi oro di Lippo di Benivieni e Ugolino di Nerio alle fiammeggianti opere degli spagnoli del ‘600 e del ‘700. Nel mezzo a questi troviamo l’affresco di Andrea del Castagno o il Trittico della Madonna della Neve del Sassetta, il San Girolamo di Giovanni Bellini e le tele mitologiche del Tintoretto, il San Lorenzo di Bernini, le ceramiche italiane, ispano-moresche e gli stemmi robbiani, i mobili rinascimentali e neorinascimentali; e molto altro.</p>
<p>Una chiosa: certamente questi interventi non sono perfetti, anzi denunciano diverse mancanze, ma hanno il pregio di tenere viva la collezione degli Uffizi, di proporre nuove letture, di sottoporsi al giudizio dei visitatori più o meno esperti e, in definitiva, di essere … reversibili senza recare danno</p>
<p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/novita-alla-galleria-degli-uffizi-a-firenze-le-sale-del-seicento-e-la-collezione-contini-bonacossi/">Novità alla Galleria degli Uffizi a Firenze: le sale del Seicento e la collezione Contini Bonacossi</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Casa Vasari a Firenze</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Feb 2018 14:43:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/casa-vasari-a-firenze/">Casa Vasari a Firenze</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p>Al numero 8 di Borgo Santa Croce a Firenze, a due passi dalla famosa basilica ...</p></p><p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/casa-vasari-a-firenze/">Casa Vasari a Firenze</a>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/casa-vasari-a-firenze/">Casa Vasari a Firenze</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p>Al numero 8 di <strong>Borgo Santa Croce a Firenze</strong>, a due passi dalla famosa basilica francescana dove si conservano le “urne de’forti”, si trova un piccolo gioiello ben nascosto ai più: è la casa dove Giorgio Vasari, artista poliedrico e padre della storia dell’arte, visse tra il 1556 e il 1574, anno della sua morte.</p>
<p><span id="more-995"></span></p>
<p>Visto dall’esterno, questo palazzo fiorentino non si distingue molto dagli altri a lui contigui; anzi: forse la sua facciata stretta e lunga ne denuncia un’origine meno nobile dei due palazzi, Spinelli e Antinori, che lo affiancano. Appena varcato il portone, si ha accesso ad un breve andito che conduce ad una porta sormontata da quello che rimane di un affresco di impossibile lettura (vi si trovano uno stemma con la corona granducale e due figure femminili). Saliti al primo piano si accede a quello che rimane dell’abitazione dell’artista, la sala grande. Essa, completamente affrescata, è un compendio ad uso sia privato che pubblico delle teorie artistiche del proprietario. La decorazione è composta da un falso parapetto architettonico in basso sul quale appoggiano cinque nicchie che ospitano le figure allegoriche della Scultura, la Pittura, la Musica, l&#8217;Architettura e la Poesia. In mezzo alle nicchie si aprono tre logge che lasciano intravedere alcuni scorci: la prima raffigura l&#8217;invenzione del disegno grazie ad un giovane che, vedendo la propria immagine riflessa sul muro, ne segue con un carbone il profilo; la seconda mostra il mitico pittore greco Apelle che, nascosto dietro una tela raffigurante la dea Artemide, ascolta i giudizi di alcuni passanti; la terza descrive il pittore Zeusi che, dovendo dipinge una figura di Giunone per il tempio, studia le più belle ragazze della città per trarne ispirazione. Infine in alto corre un fregio con festoni di frutta e verdura retti da putti e con medaglioni con i ritratti di alcuni artisti.</p>
<p>Sebbene la fonte letteraria a cui Vincenzo Borghini e Giorgio Vasari, rispettivamente ideatore e realizzatore dell’opera, attingono sia la <em>Naturalis Historia</em> di Plinio il Vecchio, nei cui libri XXXV e XXXVI lo scrittore latino parla della nascita delle arti, tuttavia essi scelgono cosa raffigurare sulla base delle proprie convinzioni e delle proprie esperienze di vita.</p>
<p>Che tutto abbia inizio con il disegno è naturale per Giorgio Vasari che aveva contribuito a fondare, nel 1563, l’Accademia delle arti del disegno, nella quale, appunto, si proponeva il disegno come padre di ogni espressione artistica: questa convinzione è così radicata che Vasari la ribadisce nella sua casa e in particolare nel salone da ricevere. La scelta di raffigurare Apelle che risponde, risentito, ad un calzolaio che , dopo essere stato ascoltato a proposito dei calzari, critica anche la fattura delle gambe della dea raffigurata nel dipinto, è probabilmente da ricercare nelle critiche che i giovani artisti cominciavano a muovere allo stile del “vecchio” pittore di corte. Critiche alle quali Vasari risponde con questo dipinto e con il motto “sutor, ne ultra crepidam”. La scena di Zeusi, invece, è di nuovo una scelta ideologica perché il mitico pittore greco riesce a superare la Natura: nel suo dipinto la dea è frutto della selezione di particolari osservati nelle cinque più belle ragazze di Agrigento. L&#8217;artista è dunque capace di raggiungere un grado di bellezza impossibile in natura.</p>
<p>Infine i ritratti degli artisti che ripropongono le stesse effigi utilizzate per le <em>Vite</em> : se ad una lettura superficiale le <em>Vite</em> sembrano niente altro che un susseguirsi di biografie molto ben dettagliate, in realtà Vasari segue un disegno ben preciso con intenti encomiastici. Questo disegno ha come obiettivo quello di dimostrare che la pittura a Firenze ha trovato il luogo perfetto per rinascere, tanto poi da culminare nel genio ineguagliabile di Michelangelo. Questa esaltazione di Michelangelo non è tuttavia fine a se stessa, essa al contrario ha un fine politico ovvero la celebrazione dei Medici che di Michelangelo, fin da giovane, erano stati i protettori e mecenati. Cimabue e Giotto rappresentano l&#8217;inizio della nuova pittura; Masaccio, Donatello e Brunelleschi l&#8217;inizio dello stile moderno; Leonardo, Raffaello, Michelangelo e Andrea del Sarto i campioni dell&#8217;età dell&#8217;oro. L&#8217;ultima serie è poi dedicata a chi, pur non potendo aggiungere altro a quello che il precedente quartetto aveva realizzato, ne continua l&#8217;arte: il Rosso Fiorentino (maestro di Vasari), Francesco Salviati (suo caro amico), Perin del Vaga e Giulio Romano (allievi continuatori di Raffaello).</p>
<p align="left">La visita a questa casa va dunque ben oltre l&#8217;apprezzamento di una sala affrescata e ben restaurata, essa ci immerge nei pensieri e nelle teorie di uno degli artisti che maggiormente ha plasmato l&#8217;arte fiorentina, e non solo, nella seconda metà del &#8217;500.</p>
<p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/casa-vasari-a-firenze/">Casa Vasari a Firenze</a>
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		<title>Herbert Percy Horne e il suo museo a Firenze</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jan 2018 09:39:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/herbert-percy-horne-e-il-suo-museo-a-firenze/">Herbert Percy Horne e il suo museo a Firenze</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p>Talora la visita di un museo offre qualcosa in più che non la “sola” possibilità ...</p></p><p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/herbert-percy-horne-e-il-suo-museo-a-firenze/">Herbert Percy Horne e il suo museo a Firenze</a>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/herbert-percy-horne-e-il-suo-museo-a-firenze/">Herbert Percy Horne e il suo museo a Firenze</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p>Talora la visita di un museo offre qualcosa in più che non la “sola” possibilità di vedere begli oggetti, esposti l’uno di fianco all’altro, quasi orfani del luogo e delle persone per cui sono stati creati; talora si riesce a tratteggiare, man mano che la visita si svolge, il ritratto di chi questi manufatti ha raccolto con passione, cercando magari di recuperarne e assaporarne lo spirito originale. È questo ciò che provo ogni volta che visito il <strong>Museo Horne a Firenze</strong>; ed è questo ciò che spero di riuscire a trasferire a coloro che mi seguono in questa scoperta.</p>
<p><span id="more-990"></span><br />
Si può descrivere il museo Horne come il contenitore, certo elegante, di opere di<strong> Giotto, Masaccio, Bernardo Daddi, Giambologna, Beccafumi, Simone Martini, Filippo e Filippino Lippi</strong> e tanti altri; oppure lo si può raccontare come la creatura di un visionario che, mettendosi sulle tracce di un passato idealizzato, ha tentato di ricostruire filologicamente lo spirito di un’epoca a cui una intera generazione di appassionati guardava con nostalgia.<br />
Horne nasce a Londra nel 1864, nella patria e nel tempo della seconda rivoluzione industriale, quando le industrie vedono l’arrivo di macchinari che parcellizzano e spersonalizzano il lavoro. Seguendo il movimento Arts and Crafts, sogna di tornare ad un tempo in cui la realizzazione di oggetti era affidata ad artisti-artigiani che la curavano dalla ideazione alla consegna; e lui stesso si mette in gioco: architetto, progetta edifici ma disegna anche le carte da parati per questi edifici; pittore, dipinge acquerelli ma anche ex-libris; collezionista, raccoglie dipinti e sculture dei grandi ma anche i cassoni nuziali, gli stipi e gli oggetti d’uso del passato. Così, entrando nelle viscere del passato, diventa storico, critico e mercante d’arte.<br />
La sua collezione, lasciata allo Stato Italiano e divenuta museo nel 1921 dopo la prematura morte avvenuta nel 1917, ha la capacità di mettere in “corrispondenza d’amorosi sensi” e, non lontana dalle “urne de’forti” ospitate in Santa Croce, rende eterno questo amore che Horne provò per Firenze e la sua età dell’oro</p>
<p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/herbert-percy-horne-e-il-suo-museo-a-firenze/">Herbert Percy Horne e il suo museo a Firenze</a>
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		<title>Visite guidate a Firenze: gennaio, febbraio e marzo 2018</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jan 2018 20:19:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/visite-guidate-a-firenze-gennaio-febbraio-e-marzo-2018/">Visite guidate a Firenze: gennaio, febbraio e marzo 2018</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p>E&#8217; finalmente pronto il programma delle nuove visite guidate a Firenze: dai grandi musei conosciuti ...</p></p><p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/visite-guidate-a-firenze-gennaio-febbraio-e-marzo-2018/">Visite guidate a Firenze: gennaio, febbraio e marzo 2018</a>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/visite-guidate-a-firenze-gennaio-febbraio-e-marzo-2018/">Visite guidate a Firenze: gennaio, febbraio e marzo 2018</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p>E&#8217; finalmente pronto il programma delle nuove <strong>visite guidate a Firenze</strong>: dai grandi musei conosciuti nel mondo, come la Galleria dell&#8217;Accademia, ai palazzi rinascimentali con lo scopo di nutrirci di bellezza. <span id="more-986"></span></p>
<p>Inizieremo la nostra stagione invernale con una coda delle mostre autunnali: il<strong> 14 gennaio</strong> approfitteremo del biglietto unico per visitare il <strong>Museo dell&#8217;Opera del duomo</strong> e la<strong> mostra di Palazzo Strozzi “Il Cinquecento a Firenze”</strong> che si concluderà il fine settimana successivo.</p>
<p>Le nostre visite proseguiranno il <strong>20 gennaio</strong> con un grande classico, la<strong> Galleria dell’Accademia</strong>, dove andremo in periodo di bassa stagione per avere il tempo e il modo di godere della vista dei marmi michelangioleschi: i <strong>Prigioni, il San Matteo, il David e la controversa a Pietà di Palestrina</strong>. Non ci limiteremo certo solo a questo:<strong> i dipinti del Botticelli e del Ghirlandaio, del Perugino e di Filippino Lippi, il Ratto delle Sabine del Giambologna e le tavole dorate di Lorenzo Monaco</strong>. A tutto questo farà da corollario la mostra &#8220;<strong>Tessuto e ricchezza&#8221;</strong> che propone un inedito paragone tra pittura e arte tessile.</p>
<p>Il<strong> 27 gennaio</strong> ci immergeremo nella Firenze rinascimentale visitando il<strong> Museo Horne</strong>, allestito nel quattrocentesco palazzo Alberti Corsi di via de’ Bardi, appartenuto all’inglese Horne che cercò di rievocare con gli arredi e le suppellettili un’antica dimora fiorentina. Nello stesso appuntamento, e spostandoci solo di qualche metro, visiteremo la <strong>casa fiorentina che il duca Cosimo I donò a Giorgio Vasari</strong>, il quale vi abitò fino alla fine dei suoi giorni dedicandosi anche alla realizzazione del suo decoro.</p>
<p>Il <strong>3 febbraio</strong> sarà la volta di un brano imperdibile della pittura rinascimentale, la <strong>Cappella Brancacci nella chiesa di Santa Maria del Carmine</strong>, i cui affreschi dipinti da <strong>Masolino e Masaccio</strong> costituiscono una pietra miliare della storia dell’arte. La visita continuerà nella <strong>basilica di Santo Spirito</strong>, nata dal progetto di <strong>Filippo Brunelleschi</strong>, amico di Masaccio, e arricchitasi di tesori, tra i quali il famoso <strong>Crocifisso ligneo scolpito da un diciottenne Michelangelo</strong>. Entreremo anche nell’ex refettorio di Santo Spirito per visitare la collezione dell’antiquario Salvatore Romano.</p>
<p>Domenica <strong>11 febbraio</strong> visiteremo invece un altro convento, questa volta domenicano, quello di <strong>San Marco</strong> con la sua collezione di opere pittoriche firmate da <strong>Beato Angelico</strong>: le tavole dell’ospizio e gli affreschi delle celle faranno da cornice ad una visita che coinvolge i sensi e lo spirito.</p>
<p>Di tutt’altro stampo è la visita di<strong> sabato 17 febbraio</strong>, sebbene sia collegata da un fil rouge al convento di San Marco: sì, perché è proprio in questo luogo dello spirito che è cresciuto Franco Zeffirelli, fiorentino illustre, conosciuto e apprezzato nel mondo per le sue scenografie e regie teatrali, liriche e cinematografiche. La <strong>fondazione Zeffirelli</strong>, ospitata nei locali monumentali del <strong>complesso di San Firenze</strong>, ci restituisce l’atmosfera unica che Zeffirelli ha conosciuto e contribuito a creare, le sue frequentazioni (Luchino Visconti, Maria Callas, Richard Burton, Liz Taylor, Laurence Olivier, Luciano Pavarotti , Eduardo De Filippo e molti altri), la sua arte altissima.</p>
<p>Il <strong>25 febbraio</strong> torneremo a parlare di Medioevo e Rinascimento, attraversando le sale del <strong>Museo Bardini</strong>: e accanto all’apprezzamento delle opere di grandi artisti cercheremo di ricostruire la personalità di questo artista, restauratore, collezionista e antiquario che alla sua morte donò questa straordinaria raccolta alla città di Firenze.</p>
<p>Il<strong> 4 marzo</strong> continueremo nella nostro tentativo di dare un volto a quegli appassionati che molto fecero per diffondere la fama di Firenze nel mondo: il medievale <strong>Palazzo Davanzati</strong> venne infatti acquistato nel XX secolo dall’allievo prediletto di Bardini, Elia Volpi, che recuperò gli affreschi trecenteschi e arredò il palazzo con mobili antichi, gli stessi che poi vendette in due fortunate aste newyorkesi.</p>
<p>Ultimo appuntamento di questa lunga programmazione è la casa dello 007 dell’arte, <strong>Rodolfo Siviero</strong>, pisano di nascita e fiorentino di adozione che, subito dopo la guerra, si adoperò per recuperare le opere d’arte che le truppe naziste avevano “deportato” durante il conflitto mondiale</p>
<p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/visite-guidate-a-firenze-gennaio-febbraio-e-marzo-2018/">Visite guidate a Firenze: gennaio, febbraio e marzo 2018</a>
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		<title>Andar per case a Firenze</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Dec 2017 08:38:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/andar-per-case-a-firenze/">Andar per case a Firenze</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p>Quando cammino per strada, mi capita molto spesso di indugiare davanti ad una finestra con ...</p></p><p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/andar-per-case-a-firenze/">Andar per case a Firenze</a>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/andar-per-case-a-firenze/">Andar per case a Firenze</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p>Quando cammino per strada, mi capita molto spesso di indugiare davanti ad una finestra con le tende aperte per vedere com&#8217;è quella casa, come sono i soffitti, i lampadari, quanto ricche sono le librerie o quali dipinti sono appesi alle pareti. Mi incuriosiscono le dimore altrui: mi immagino le vite di chi frequenta quelle stanze. Ecco perché suggerisco un piccolo e insolito itinerario da fare nella mia Firenze, dove alcune antiche dimore sono accessibili a tutti senza necessità di occhieggiare furtivamente al loro interno attraverso finestre lasciate aperte.</p>
<p><span id="more-982"></span></p>
<p>La prima tappa è senz’altro <strong>Palazzo Davanzati</strong>: nel trecentesco palazzo che fu dei Davizzi e dei Davanzati e che divenne famoso nel XX secolo grazie all’antiquario Elia Volpi, è possibile apprezzare un’elegante dimora antica con i suoi apparati decorativi originali (coloratissimi affreschi e soffitti lignei), con gli agi (sale da bagno e il pozzo), gli arredi (antichi ma non provenienti da questa casa), i serviti e le preziose opere d’arte. Una visita speciale merita il terzo piano del palazzo, dove si trova la cucina che conserva utensili d’epoca.</p>
<p>Simile per tipologia è il <strong>Museo Horne</strong>, realizzato nel quattrocentesco palazzo Alberti Corsi che nel XX secolo fu acquistato dallo studioso inglese Herbert Percy Horne e da lui arredato con arredi antichi (XIII- XVI secolo) e una splendida collezione di dipinti di Giotto, Simone Martini, Masaccio, Filippino Lippi.</p>
<p>SeDavanzati e Horne rappresentano esempi straordinari della casa trecentesca e quattrocentesca fiorentina, quella di <strong>Giorgio Vasari</strong> in borgo Santa Croce è un eccellente esempio di casa del XVI secolo: fu donata dal granduca Cosimo al suo artista ufficiale, il quale, sempre impegnatissimo nei cantieri architettonici e pittorici fiorentini come anche nell’impresa letteraria delle Vite degli artisti, trovò comunque il tempo per decorare e far decorare la propria abitazione. La casa rimase dei Vasari fino alla fine del XVII secolo, per poi essere spogliata della ricca collezione che vi si trovava e essere anche danneggiata e rimaneggiata nei decori. Da poco è tornata visitabile.</p>
<p>Non lontano si trova una casa assai diversa, per periodo storico e anche per tipologia museale: si tratta di <strong>casa Buonarroti</strong>. La dimora, sorta dall’accorpamento di più case acquistate da Michelangelo e lasciate poi in eredità al nipote, è un luogo dedicato alla memoria del genio fiorentino. La sua famiglia, consapevole dell’importanza del proprio avo, ha fatto decorare nel XVII secolo da artisti come Giovanni da San Giovanni, Cecco Bravo, Artemisia Gentileschi e altri le sale al piano nobile: la galleria, che rappresenta senz&#8217;altro la sala principale, è tutta dedicata alla vita di Michelangelo; mentre le altre sale, più piccole ma non meno suggestive e a mio parere anche più vive, sono dedicate agli interessi culturali (storia, letteratura, scienza, archeologia) di questa famiglia che dal XVI secolo in poi ha espresso grandi personalità. Qui si possono scoprire alcune opere della giovinezza di Michelangelo come la Madonna della Scala e la Battaglia dei centauri e anche le più tarde Divinità fluviale e il modello ligneo per la facciata di San Lorenzo, oltre ai molti disegni.</p>
<p>Dal 1998 lo Stato Italiano è proprietario della <strong>casa dell’antica e nobile famiglia Martelli</strong> che si trova a due passi dal duomo e dalle Cappelle medicee. Il palazzo è sorto, ancora una volta, dalla ristrutturazione di più edifici antichi che furono riunificati nel XVII secolo. In questo frangente le sale interne del palazzo furono affrescate con immagini di paesaggi che hanno lo scopo di sfondare lo spazio limitato delle pareti per aprire questo palazzo cittadino verso un’idilliaca campagna toscana. Il palazzo è ancora completamente arredato con i mobili appartenuti ai Martelli e alle pareti conserva i dipinti che facevano parte della quadreria familiare che annovera anche opere di Piero di Cosimo, Beccafumi, Luca Giordano e altri.</p>
<p>Ultima tappa di questo curioso itinerario è la <strong>casa di Rodolfo Siviero</strong>, lo 007 dell’arte al quale dobbiamo il recupero di numerose opere trafugate nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Nel 1946 Siviero fu nominato capo delll’Ufficio Interministeriale per il recupero delle opere d’arte. Amico di artisti e collezionista, nella sua casa riunì opere antiche e contemporanee per donare tutto alla Regione Toscana nel 1983. La visita alla sua casa museo è un’emozione unica che nasce dal trovarsi di fronte a capolavori di varie epoche e di attraversare le sale dove questo personaggio trascorse le sue giornate fatte di studio, di indagini e di belle frequentazioni</p>
<p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/andar-per-case-a-firenze/">Andar per case a Firenze</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Natale d&#8217;arte a Firenze: le mostre</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Nov 2017 11:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/natale-darte-a-firenze-le-mostre/">Natale d&#8217;arte a Firenze: le mostre</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p>Chi sta pianificando di trascorrere qualche giorno a Firenze durante le prossime vacanze natalizie troverà ...</p></p><p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/natale-darte-a-firenze-le-mostre/">Natale d&#8217;arte a Firenze: le mostre</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/natale-darte-a-firenze-le-mostre/">Natale d&#8217;arte a Firenze: le mostre</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p>Chi sta pianificando di trascorrere qualche giorno a Firenze durante le prossime vacanze natalizie troverà un’offerta davvero ricca. Accanto, o anche all’interno, dei più famosi musei e monumenti cittadini sono ospitate alcune mostre temporanee suggestive per i palatini fini, all’interno delle quali si potrà cogliere l’arte fuori dagli schemi e dai percorsi più battuti.</p>
<p><span id="more-978"></span></p>
<p>Senz’altro molto noto è il complesso di <strong>Palazzo Pitti</strong>, con le sue ricchissime raccolte di dipinti dal ‘400 fino agli anni ’50 del ‘900, nel cui museo dedicato al tesoro dei granduchi è ospitata una esposizione dedicata ad uno dei maggiori collezionisti di casa Medici: il cardinale Leopoldo. Nato il 6 novembre 1617, figlio di Cosimo II e Maria Maddalena d’Austria, fratello del granduca Ferdinando II, Leopoldo è l’iniziatore della raccolta degli autoritratti e dei disegni che costituiscono due fra i maggiori nuclei artistici della Galleria degli Uffizi. Fra i suoi interessi l’archeologia che lo portò a collezionare opere di pregio e anche molto curiose, la scienza (fu allievo di Galileo Galilei e cofondatore dell’Accademia del Cimento), la letteratura e la lingua (fu accademico della Crusca con il nome di Candido), gli oggetti esotici provenienti dal Nuovo Mondo e ovviamente la pittura, il disegno, l’avorio e le pietre dure. Questa personalità complessa e poliedrica è abilmente e efficacemente tratteggiata nella mostra che si tiene nel suggestivo appartamento d’estate, le cui sale vennero affrescate da Giovanni da San Giovanni, Cecco Bravo, Francesco Furini, Ottavio Vannini, Agostino Mitelli e Angelo Michele Colonna.</p>
<p>La <strong>Galleria degli Uffizi</strong> dedica invece una mostra ad un evento che sconvolse l’Europa del XVI secolo, ovvero la Riforma protestante ufficialmente avviata da Martin Lutero nel 1517. Se i Medici si schierarono da subito e senza nessun tentennamento a fianco della Chiesa di Roma, tuttavia la loro curiosità li spinse ad acquistare opere di pittori vicini all’ambiante luterano e particolarmente i ritratti dello stesso Lutero. È questa l’occasione per soffermarsi su un nucleo di dipinti, quelli dei maestri tedeschi, che normalmente viene sacrificato durante una generica visita al museo, nella quale si privilegiano normalmente i dipinti dei grandi maestri fiorentini.</p>
<p>Se gli Uffizi si interrogano a proposito degli effetti che la riforma ebbe sulla pittura, a <strong>Palazzo Strozzi</strong> continua la fortunatissima esposizione dedicata alla controriforma: la famiglia medicea, nella figura dei duchi Cosimo e Francesco, si impegnò, subito all’indomani della chiusura del Concilio di Trento, ad applicare i nuovi dettami proposti dalla chiesa cattolica per contrastare l’avanzata del protestantesimo. Tra queste linee guida molte riguardavano l’allestimento delle chiese e gli artisti fiorentini furono coinvolti in questo grande cantiere cittadino. Tuttavia gli stessi artisti, impiegati a dare un tono sempre più pio decoroso e ortodosso alle basiliche, rispondevano con le stesse abilità alle richieste più lascive e profane dei committenti privati e della stessa casa regnate.</p>
<p>Non distante da Palazzo Strozzi, nel mediceo quartiere di San Lorenzo, tra le mura della michelangiolesca<strong> Biblioteca Laurenziana</strong>, si torna indietro nel tempo, quando ancora Firenze era un repubblica, la cui vita politica era dominata sì dai mercanti e dai banchieri, ma sotto la direzione illuminata di cancellieri eruditi come Leonardo Bruni. Proprio le sue opere letterarie (fu grecista e letterato) sono esposte al pubblico che avrà modo di ammirare l’eleganza e la ricercatezza dei manoscritti miniati e di comprendere perché anche a lui si deve l’inizio del Rinascimento fiorentino.</p>
<p>Proseguendo lungo un ideale itinerario fiorentino, si giunge fino all’<strong>Accademia</strong> dove folle di turisti si affollano, giustamente, per ammirare il David di Michelangelo che, tuttavia, non costituisce l’unico interesse di questa straordinaria collezione. Se è vero che la visita già normalmente comprende altre sei opere di Michelangelo e dipinti  e sculture che vanno dal ‘200 all’800, a partire dal 5 dicembre il percorso si arricchisce della mostra “Tessuto e ricchezza a Firenze nel Trecento”, il cui scopo principale è di mostrare quanto l’economia e l’arte siano legate: non solo i fiorentini, arricchitisi grazie ai commerci della lana e della seta, avevano sempre più denaro da spendere in opere d’arte che rappresentavano uno status simbol; ma anche le trame pensate dai tessitori per i loro broccati e damaschi affascinarono talmente i committenti e i pittori che essi vollero imitare la ricchezza e gli splendori nelle pale d’altare che commissionavano e che dipingevano.</p>
<p>Un Natale ricco di arte, dunque, nella vostra città che sempre più chiede ai suoi visitatori di non trattarla alla stregua dei feticci, ma di entrare nelle pieghe della sua storia che essa ancora custodisce gelosamente</p>
<p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/natale-darte-a-firenze-le-mostre/">Natale d&#8217;arte a Firenze: le mostre</a>
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		<title>Il Cinquecento a Firenze: la mostra da non perdere a Palazzo Strozzi</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Oct 2017 15:35:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Visite guidate a Firenze]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/il-cinquecento-a-firenze-la-mostra-da-non-perdere-a-palazzo-strozzi/">Il Cinquecento a Firenze: la mostra da non perdere a Palazzo Strozzi</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p>I curatori della mostra di Palazzo Strozzi, Antonio Natali e Carlo Falciani (tra i maggiori ...</p></p><p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/il-cinquecento-a-firenze-la-mostra-da-non-perdere-a-palazzo-strozzi/">Il Cinquecento a Firenze: la mostra da non perdere a Palazzo Strozzi</a>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.florencetouristguide.net/blog/visite-guidate-firenze/il-cinquecento-a-firenze-la-mostra-da-non-perdere-a-palazzo-strozzi/">Il Cinquecento a Firenze: la mostra da non perdere a Palazzo Strozzi</a>
<a href="https://www.florencetouristguide.net"> | Guida turistica a Firenze</a></p><p>I curatori della mostra di Palazzo Strozzi, Antonio Natali e Carlo Falciani (tra i maggiori esperti dell’arte cinquecentesca), hanno avuto il coraggio di dedicare una mostra a maestri che, fino ad ora, hanno avuto poca fortuna critica, ma che proprio da questa esposizione emergono come straordinari creatori di emozioni e poesia sia nelle loro opere di argomento religioso che in quelle allegoriche e profane.</p>
<p><span id="more-969"></span></p>
<p>L’esposizione inizia in maniera spettacolare: nelle prime due sale i visitatori vengono accolti da un’opera di Michelangelo, una di Andrea del Sarto, di Baccio Bandinelli, Rosso Fiorentino, Pontormo, Bronzino e Benvenuto Cellini. Si rimane senza fiato di fronte alle forme, ai colori, alla sensibilità e alla poesia di questi maestri; e questo deve essere stato anche per chi, proprio da questi, fu educato. Infatti il vero e proprio cuore della mostra si svela a partire dalla terza sala, dove troviamo le opere di quei pittori che, partendo dall’esempio di quei grandi, seppero rispondere alle esigenze di un periodo storico così controverso. Se, infatti, le chiese dovevano essere riallestite con dipinti chiari, didattici e pieni di decoro, le dimore signorili si andavano riempiendo di ritratti e soprattutto di allegorie profane e al limite della provocazione.</p>
<p>Alessandro Allori, Girolamo Macchietti, Jacopo Zucchi, Maso da San Friano, Mirabello Cavalori, Santi di Tito e l’Empoli, Jacopo Ligozzi, il Giambologna, Vincenzo Danti, Giovan Battista Naldini e lo Stradano: tutti artisti le cui opere riempiono le chiese fiorentine e che ben seppero interpretare i dettami della controriforma; e artisti che allo stesso modo realizzarono felici composizioni seguendo le indicazioni sempre più intellettualiste dei loro committenti.</p>
<p><a name="_GoBack"></a> Un’occasione dunque da non perdere per poter ammirare le enormi pale d’altare delle chiese fiorentine, molte di esse restaurate per l’occasione e finalmente ben illuminate, e le piccole talora piccolissime tavole, alcune di essere in rame, che i committenti dell’epoca nascondevano nei loro studioli lontane dagli occhi del volgo. Ben venga allora il titolo proposto originariamente dai curatori per questa mostra “Lascivia e divozione”, che riassume in due sole parole la complessità del periodo, delle richieste dei committenti e la capacità camaleontica di questi grandi artisti</p>
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